VASTO – Allarme occupazione dal comprensorio Vastese: accanto alle grandi aziende in crisi – Siv, Denso, Golden Lady, Cosmos di San Salvo -, ha chiuso, lasciando il personale in mobilità, lo stabilimento produttore di buste di carte nell’area industriale di Punta Penna, Vasto Legno dichiara personale in mobilità e Fox Petroli ha 40 dipendenti in cassa integrazione da oltre un anno.

A delineare il quadro della situazione è, in una nota, l’ambientalista Ivo Menna, esponente della lista civica di Vasto ‘La nuova terra’ e già consigliere nazionale dei Verdi.

Nel maggio scorso, ricorda Menna, Sinistra Ecologia e Libertà aveva chiesto al sindaco di Vasto la convocazione di un tavolo di confronto per il lavoro e la crisi industriale, senza avere risposto.

Ad oggi, prosegue la nota di Menna, “sull’area industriale di Punta Penna c’è stato solo un nuovo insediamento, Histonia Energy, che dovrà produrre energia e non potrà risolvere il problema occupazionale della città, come il progetto in fase di realizzo di un cementificio. Unica certezza è che queste probabili realizzazioni non porteranno benefici al territorio, ma solo danni all’ambiente e all’industria del turismo”.

Menna ricorda anche di aver già chiesto al presidente di AssoVasto, Gabriele Tumini, di organizzare un incontro con le aziende del territorio, con i sindaci del comprensorio, i consiglieri regionali, il Commissario del nucleo industriale vastese, il presidente della Regione Abruzzo, Gianni Chiodi, le organizzazioni sindacali e l’arcivescovo metropolita Bruno Forte, “sempre attento alle questioni del lavoro”.

Un incontro, aggiunge Menna, “per discutere anche del delicato rapporto e conflitto tra Lavoro e Ambiente dopo il caso Ilva di Taranto in una visione che veda insieme lavoro e ambiente contro la solita logica del profitto”.