L’AQUILA – Nella vicenda del trasferimento temporaneo degli inquilini del civico 29 di via Fontesecco a L’Aquila, durante le fasi pericolose di demolizione e ricostruzione del ponte Belvedere, “non vi è stato alcun coinvolgimento dei proprietari e degli aventi diritto, trattati come pacchi”. Con inquilini a cui è stato proposto, “prendere o lasciare, e a pochi giorni dal trasferimento, appartamenti del progetto Case di Roio Poggio, mentre molti appartamenti sono liberi nei più vicini quartieri post-sismici di Bazzano Sant’Antonio”.

A sostenerlo ad Abruzzoweb, è  il geometra aquilano Massimo Busilacchio, proprietario di uno di quaranta  appartamenti del grosso edificio sotto al ponte Belvedere, chiuso dal 2009 perché danneggiato dal terremoto, i cui lavori di demolizione, o meglio di rimozione a blocchi, inizieranno a giorni, da parte delle imprese aquilane Todima srl e Taddei srl, vincitrici di un appalto da 4 milioni di euro,  che porterà alla realizzazione di un nuovo ponte strallato, destinato a connotare di contemporaneità lo skyline della città, entro maggio prossimo.

Nelle fasi critiche dei lavori, per ovvie ragioni di sicurezza il Comune e l’Ater dell’Aquila, proprietaria di oltre metà degli appartamenti, hanno offerto ai condomini un soggiorno in albergo a spese del Comune per le fasi di lavoro pericolose, ossia di demolizione e successiva rimessa in opera della campata , quindi all’inizio dei lavori e verso la fine dei lavori.  Oppure un soggiorno nel progetto Case,  tutto a carico del Comune, comprese le utenze, anche per chi avesse voluto, per tutta la durata dei lavori.

Ebbene inizia a raccontare Busilacchio, “queste condivisibili opzioni sono state formulate a inizio agosto, ma poi personalmente come altri condomini, non ho saputo più nulla per giorni e ho dovuto attendere l’11 agosto, allorché  è finalmente arrivata una lettera dell’amministratore di condomino in cui era scritto che i proprietari si dovevano mettere in contatto con la dottoressa Dina Del Tosto,  dell’ufficio Politiche ambientali e Qualità della vita, mentre i condomini delle case popolari si sarebbero dovuti rivolgere all’Ater”.

Il signor Busilacchio ha subito contattato la Del Tosto, per chiedere delucidazioni in merito al sito del progetto Case dove sarebbero stati ospitati di lì a pochi giorni i suoi affittuari.

“Il 13 agosto la Del Tosto mi ha prontamente risposto via mail, facendo presente che gli alloggi disponibili sono soltanto a Roio Poggio, il che avrebbe comportato grossi disagi per la mia affittuaria, per ragioni familiari. Ho dunque risposto facendo presente che non è affatto possibile prendere delle decisioni in fretta e furia senza tener conto degli eventuali disagi che l’amministrazione comunale causa alle persone. Inoltre ho posto per iscritto alcune domande che mi avevano fatto i miei  affittuari soprattutto per le tempistiche”

Arriviamo al 16 agosto e prosegue Busilacchio, “la Del Tosto mi ha telefonato, spiegandomi che per delucidazioni sulla grandezza degli appartamenti e altre specifiche tecniche avremmo dovuto   rivolgerci agli uffici comunali che si occupano del progetto Case. Intanto, come da sua competenza, mi ha inviato un modulo da compilare, con tre opzioni, rappresentate da un alloggio del progetto Case a Roio Poggio, per il solo periodo di smontaggio della campata, oppure un alloggio, sempre a Roio Poggio, per tutta la durata di demolizione e ricostruzione del ponte. Infine c’è una terza ipotesi in una struttura ricettiva ‘da individuare’ per il solo periodo di smontaggio della campata. Di fatto un prendere o lasciare. Va bene tutto, ma credo che il Comune avrebbe potuto concertare meglio le scelte con gli abitanti del palazzo, partendo in ampio anticipo, e trovando soluzioni condivise, senza aut out a pochi giorni dal trasferimento”.