L’AQUILA – Quindici anni fa l’autismo, in Abruzzo, si diagnosticava a sei anni.
Oggi, invece già a due anni, si può formulare un preciso sospetto diagnostico, grazie alla struttura che in Regione Abruzzo ha fatto da apripista.
Tra i punti di forza del Centro per l’Autismo dell’ospedale ‘San Salvatore’ dell’Aquila diretto da Marco Valenti, vi è appunto la diagnosi precoce, a partire dall’osservazione nei primi 24 mesi di vita. All’Aquila, metà degli utenti arriva da Teramo, il 20% da Chieti, il 9% da Pescara – nonostante per queste ultime due province la rete dei servizi per questo ‘capitolo’ sia ben radicata – “un vero e proprio crocevia per le altre province abruzzesi”, visto che 3 utenti su 4 sono di altre Asl regionali, equivalenti a circa 375 soggetti sui 500 complessivamente analizzati, ogni anno, in fase di accertamento della malattia.
Nel 2013 il 18% dei pazienti, gestiti appunto in day-hospital, proveniva dal territorio della Asl Avezzano-Sulmona-L’Aquila mentre l’82% dalle altre aziende sanitarie abruzzesi.
Al di fuori dei confini regionali, le percentuali sono: 4 per cento da Ascoli, 2% dal Molise e 1% da altre realtà. “Questi dati sono da considerarsi straordinari rispetto allo standard”, commenta a tal proposito Valenti.
Ogni anno, su 500 day-hospital, a seguito di verifiche, sono circa 350 gli utenti tra conferme della malattia, follow up diagnostico (cioè i controlli eseguiti periodicamente) o nuovi casi.
Scoprire la malattia agli ‘albori’ della parabola vitale del bimbo, è decisivo per il percorso terapeutico e quindi per il suo recupero.
La diagnosi fin dalla più bassa età d’esordio della patologia è diventata, ormai da anni, uno dei punti qualificanti dell’intera attività del Centro aquilano, grazie a una serie di test e procedimenti clinici che con gli anni, a partire dall’istituzione del Servizio all’Aquila, nel 1997, sono diventati sempre più efficaci, sensibili e specifici.
“Le evidenze scientifiche – spiega Valenti – dimostrano che una diagnosi precoce determina un sostanziale miglioramento non solo del quadro evolutivo ma anche della qualità di vita del bambino e della famiglia. Seguire sin dalla più tenera età il caso clinico, risulta determinante anche in età adolescenziale o adulta, per ridurre al minimo le situazioni di forte dipendenza verso la famiglia”.
Oltre alla diagnosi, cura il trattamento riabilitativo e la consulenza clinica.
L’attività di day-hospital riguarda utenti in età evolutiva, ma il Centro di riferimento regionale, nell’ambito del Dipartimento di Salute Mentale diretto da Vittorio Sconci, coordina e segue i progetti riabilitativi di numerosi utenti con autismo in età adulta o in transizione dall’adolescenza.
Lo staff clinico del Centro del ‘San Salvatore’ si compone, oltreché del direttore Valenti, di tre medici coordinati da Chiara Di Giovanni e di alcuni borsisti psicologi e terapisti.



