L’AQUILA – “Accade che il gruppo sviluppista SaveGranSasso ha candidato tre dei quattro ideologi fondatori con la destra alle scorse elezioni comunali. Uno è stato eletto e delegato alla montagna (sic). L’ideologo non candidato”, si legge in una nota di Alleanza Verdi Sinistra italiana, “da qualche ora lavora come staffista degli assessori per sei mesi, per 18 ore settimanali”.
“SaveGranSasso è un gruppo di destra, i suoi più conosciuti esponenti sono dichiaratamente di destra, alcuni addirittura nostalgici del Msi. Ritengono che il voler bene alla montagna voglia dire sfruttarla al pari di una cava, il carnefice solitamente dice di volere bene alla vittima. Ritengono che il profitto debba prevalere su ogni altro aspetto (sbagliando anche i calcoli…)”.
“La domanda è: come è possibile che queste idee e queste persone potentemente di destra”, si legge nel comunicato, “abbiano influenzato e tuttora condizionano grande parte del centrosinistra cittadino e la quasi totalità del Pd? Fino ad averli assecondati nelle richieste più assurde, compresa la richiesta di riperimetrazione del Parco Nazionale del Gran Sasso e la richiesta di cancellazione di alcune aree protette! Esempio di sudditanza dovuta a mancanza di visione o peggio di identica visione della peggiore destra”.
“Comunque”, conclude la nota, “non ci stupiamo più di niente, accadono cose inimmaginabili, tant’è che anche l’Ente Parco Sirente Velino dopo la sentenza della Corte Costituzionale n. 235/2022 che lo vede soccombente sulla riperimetrazione dei confini, non solo non ha commentato la statuizione della Consulta, non solo non l’ha pubblicata sul suo sito nonostante le richieste, ma addirittura limita i commenti nei post sulla propria pagina Facebook quando non sono di gradimento, a dimostrazione di una gestione, anche dei social, di un ente pubblico personalistica e che non rispecchia i requisiti di trasparenza e partecipazione”.






