L’AQUILA – Non hanno più tutti laboratori perchè quelli di prima, numerosi e funzionanti, li ha distrutti il terremoto. Negli uffici superstiti sono costretti a lavorare in spazi angusti, in scrivanie addossate l’una accanto all’altra.

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È una situazione di grave abbandono quella che denunciano alcuni professori e ricercatori del polo di Coppito 2, il blocco dove hanno sede numerosi dipartimenti di area biomedica facenti capo alle facoltà di Scienze matematiche e fisiche, Medicina, Biotecnologie, Psicologia e Scienze della formazone che con il sisma del 2009 ha subìto ingenti danni.

La parte più danneggiata è proprio quella dove si trovavano la maggior parte dei laboratori dei Dipartimenti di ricerca scientifica: controsoffitti saltati, tramezzi delle aule che sembrano esplosi, scrivanie e sedie ammassate al centro delle stanze, ormai piene di polvere e calcinacci, contenitori in vetro per gli esperimenti chimici buttati a terra, a testimoniare l’intensa attività di ricerca che si svolgeva in quei luoghi.

Tutto è fermo a quel 6 aprile del 2009, e l’unico pensiero che torna prepotentemente alla mente davanti a questo spettacolo è “per fortuna il terremoto non c’è stato di giorno”.

Sono circa un centinaio i ricercatori che comunque sono rimasti a lavorare e studiare qui, senza contare assegnisti e borsisti, che a detta dei ricercatori sarebbero molti di più se si rimettessero a posto i laboratori.

Molti, infatti, sarebbero i ricercatori che sono stati costretti a spostarsi, presso altre Università, perché qui la situazione è troppo disagevole.

Una situazione in cui per i docenti diventa impossibile seguire gli studenti nella preparazione della loro tesi sperimentale, mancando la materia prima, ovvero i luoghi dove compiere gli esperimenti necessari.

La sensazione che coloro che denunciano questa situazione avvertono è di grave abbandono di quella che invece dovrebbe essere una realtà da valorizzare e da cui ripartire per ricostruire la città.

A preoccupare maggiormente sono i tempi di ristrutturazione dell’ala disastrata, quella dei laboratori, per la cui ristrutturazione la Regione attende i fondi del Cipe (Comitato interministeriale per la programmazione economica).

Una volta che si avranno i soldi, il timore dei ricercatori è che si perderà altro tempo per le gare d’appalto: prima di due anni, dicono, non si farà nulla, e intanto l’emorragia di studenti e ricercatori continuerà a fluire. (e.m.)