L’AQUILA – Va giù duro l’avvocato aquilano Vincenzo Calderoni, candidato indipendente escluso dalla partecipazione alle elezioni primarie del centrosinistra del 4 marzo prossimo in vista del voto amministrativo di maggio.

Una decisione assunta dal comitato dei garanti per via dell’ineleggibilità a sindaco di Calderoni, dovuta all’incarico di difensore civico del Comune capoluogo ricoperto dal legale, un contrasto che in base al regolamento si riflette anche sulla possibilità di presentarsi alle pre-consultazioni popolari.

“La mia esclusione è un provvedimento politico, non tecnico: è un colpo di mano di stampo sovietico” ha esordito Calderoni, sostenuto ufficiosamente da una parte di Confartigianato L’Aquila, parlando nella conferenza stampa convocata oggi nel suo studio per fare il punto della situazione.

“Sono primarie falsate, invito gli aquilani a non andare a votare questo centrosinistra perché non lo merita”, ha poi tuonato annunciando di non voler fare ricorso sulla sua esclusione: “Dovrei fare ricorso allo stesso organo che mi ha estromesso? Presentarmi con il cappello in mano e con le dimissioni così mi fanno rientrare? – si è chiesto polemicamente – No, non lo faccio, un minimo di rigore è doveroso”.

Entrando nel merito dell’esclusione, Calderoni ha sottolineato che “nei verbali (pubblicati ieri in esclusiva da AbruzzoWeb, ndr) l’espressione ‘difensore civico’ non compare, mentre secondo il Testo unico degli enti locali l’ineleggibilità si dice che ‘non ha effetto’ se viene rimossa entro la presentazione formale delle candidature, e ovviamente non si riferisce alle primarie. Inoltre nel comitato doveva esserci, ‘automaticamente’ per il regolamento, anche una mia rappresentante, Loredana Lombardo, che non è stata convocata”.

“Nel primo verbale – ha aggiunto – è stata rilevata l’eventuale sussistenza di ineleggibilità, ma si sono ben guardati dal comunicarmi l’esigenza di una documentazione integrativa, salvo una telefonata amichevole di Fabio Ranieri. Tutti i riferimenti alla carica di difensore civico sono solo nei comunicati stampa e nelle chiacchiere, avrebbero dovuto essere esplicitati in modo diverso”.

Ora cosa succederà? “Non sono in grado di dare una risposta adesso – ha ammesso – ma le 278 persone che hanno firmato per me vanno rispettate. Dovremo trovare un altro modo per far sentire la nostra voce, ma non con questa coalizione, che con questo provvedimento ha dato la prova di non essere da appoggiare. Ci saranno persone che sicuramente appoggeremo come candidati al Consiglio comunale, ma non sarò io, questi erano gli accordi”.

Un’apertura al progetto aggregativo “L’Aquila città aperta” del vice presidente del Consiglio regionale, Giorgio De Matteis? “Lo conosco bene, abbiamo fatto gli scout insieme e mentre raccoglievo le firme sotto la neve l’ho visto che spingeva un’auto rimasta ferma e ci siamo scambiati un in bocca al lupo – ha premesso Calderoni – Di certo è una persona valida, ma bisogna capire la sua posizione rispetto al Pdl. Una candidatura di centrodestra non me la sentirei di appoggiarla. Ma non posso decidere io”.

Quanto alle critiche arrivate da alcuni ambienti di non avere esattamente il phisique du role di un candidato sindaco di centrosinistra, Calderoni ha replicato ricordando che “sono stato eletto difensore civico con il centrosinistra, votato all’unanimità, e nel 2007 ero candidato con i Ds anche se come ideologia mi colloco più al centro: non credo – ha sbottato – che mi si possa dire che non sono di centrosinistra, anche se questo provvedimento lo dice, limitando quell’area a un manipolo di persone colorate di rosso”.

LE REAZIONI


FESTUCCIA: ”MA IL COMITATO NON E’ UN SOVIET”

“Replicare a Calderoni? Mi sembra inutile, vista la sua convinzione. Dovrebbe essere il comitato per le primarie a replicare, io non credo che sia un soviet come dice lui”.

Questa la risposta pacata del candidato alle primarie aquilane del centrosinistra di Sinistra ecologia e libertà, Vittorio Festuccia, commentando la conferenza stampa di oggi del candidato indipendente escluso Vincenzo Calderoni.

“Ho riletto le carte – spiega ad AbruzzoWeb – sono convinto che il passaggio dell’ineleggibilità a sindaco nel suo ruolo di difensore civico ci sia scritto chiaramente. Non capisco perché non si è dimesso”. (alb.or.)

CIALENTE: ”CALDERONI SI CANDIDI CON LE MIE LISTE”

“Calderoni escluso dalle primarie non farà ricorso? Auspico che si candidi come consigliere in una delle mie liste”.

Lo afferma il sindaco dell’Aquila uscente e candidato del Partito democratico alle primarie del centrosinistra, Massimo Cialente, commentando la polemica conferenza stampa di oggi dell’avvocato Vincenzo Calderoni, candidato indipendente fatto fuori perché ineleggibile a sindaco per via del suo ruolo di difensore civico del Comune capoluogo, contrasto che comporta anche l’incandidabilità alle pre-consultazioni popolari.

“Nel momento in cui ho firmato per le primarie – spiega Cialente – mi sono rimesso a queste regole, le accetto come si accettano le decisioni di arbitro e guardalinee, ma la mia idea personale è che sono una festa della democrazia e che più sono aperte e meglio è”.

Nel merito della questione il primo cittadino fa notare che “ci sarebbe voluta un po’ di flessibilità da parte di tutti i due lati, ma le dimissioni potevano essere questione di stile, visto che il mandato di Calderoni scade tra due mesi”.

Cialente non crede all’ipotesi paventata di un sostegno dell’avvocato e del suo gruppo (il grande elettore di Calderoni è Luigi Lombardo di Confartigianato) al progetto “L’Aquila città aperta” di Giorgio De Matteis: “Non credo, l’avrà detto per rabbia – conclude – De Matteis sarà il candidato di Chiodi quindi di centrodestra, soprattutto se arriva al ballottaggio, non credo che solo per rabbia Calderoni cambierà la sua posizione politica”. (alb.or.)