L’AQUILA – “La Neonatologia dell’Aquila lavora con la metà del personale, le mamme che rischiano una gravidanza anticipata vadano altrove”.

Questa la denuncia che arriva dopo gli articoli di AbruzzoWeb sul tema da Maurizio Mantovanelli, medico dell’unità operativa del nosocomio aquilano.

L’intervento del neonatologo arriva dopo la rivelazione dello scontro tra la dirigente Sandra Di Fabio e gli stessi medici sulla gestione delle partorienti tra 23 e 32 settimane e dei neonati giovani e di basso peso, e dopo l’assicurazione del manager, Giancarlo Silveri, che l’emergenza sarà risolta con tre pedine subito più altre due tra cinque mesi, dopo il bando di concorsi.

Mantovanelli ricorda le carenze di organico del reparto, che dovrebbe essere di otto unità e un direttore e oggi invece arriva a tre, ed esprime scetticismo sui possibili rimedi.

Stilettate anche al personale dell’unità operativa di Ostetricia del San Salvatore, “che attribuisce ai Neonatologi la responsabilità di questa situazione”.

Alla fine un appello alle future mamme con gravidanze anticipate, “sia dal punto di vista etico che da quello medico-legale”, “a recarsi presso altre sedi, dove può essere assicurato uno standard assistenziale degno di questo nome”.

Una vera e propria bandiera bianca alzata da un medico del reparto, che dissotterra di nuovo l’ascia di guerra proprio alla vigilia del vertice aziendale, previsto per domani, con tutti i protagonisti, convocato da Silveri per una “pacificazione finale” del settore.

Altro che pace, saranno scintille. (alb.or.)

LA NOTA DEL NEONATOLOGO MANTOVANELLI

Chi sta vivendo una situazione di estrema precarietà da ormai molti mesi è l’unità operativa di Neonatolgia e Tin (Terapia intensiva neonatale) del San Salvatore in quanto ridotta a causa di pensionamenti a sole quattro unità.

Si è tentato di coprire le carenze con contratti a termine, ma per una serie di contingenze sfavorevoli non si è riusciti a garantire un organico minimo per assicurare almeno l’assistenza ai neonati normali.

Si ricorda, una volta per tutte, che secondo le raccomandazioni delle società scientifiche accreditate (Società italiana di neonatologia in primis) l’organico minimo di una unità operativa di Neonatologia e Tin dovrebbe avere almeno otto unità mediche più il direttore.

Attualmente, a causa della malattia di chi scrive, l’organico è ridotto a tre unità che dovrebbero svolgere un turno 24 ore su 24 (giorno e notte in guardia attiva). Vi lascio immaginare quali problemi possa determinare questa situazione.

La dirigenza della Asl ha pensato di coprire parzialmente la carenza con l’arrivo part-time (20 ore settimanali) di un medico dal presidio ospedaliero di Avezzano, ma ciò non risolve affatto il problema.

È previsto l’arrivo di una unità a tempo indeterminato grazie a un trasferimento con decorrenza dal 1° giugno 2011, ma ciò porterebbe sempre a quattro unità l’organico, in considerazione che un’unità è attualmente in servizio con un contratto che scade appunto in giugno.

La dirigenza parla di concorsi banditi per i quali è necessario un iter amministrativo di almeno cinque mesi, ma non abbiamo memoria di tempi così rapidi in questa Asl. Tra l’altro di questi concorsi “già banditi” non c’è traccia sul sito web ufficiale.

In questo desolante panorama ci appare oltremodo offensivo il comportamento nei nostri confronti da parte del personale dell’unità operativa di Ostetricia ospedaliera e universitaria del nosocomio aquilano, che attribuisce ai Neonatologi la responsabilità di questa situazione.

Credo che una situazione del genere non sia riscontrabile in nessun ospedale italiano; i rischi per l’utenza sono enormi, per cui esorterei decisamente sia dal punto di vista etico che da quello medico-legale, le gestanti che abbiano concreti rischi di poter partorire prima del termine, a recarsi presso altre sedi, dove può essere assicurato uno standard assistenziale degno di questo nome.

Dr. Maurizio Mantovanelli

ARTICOLI CORRELATI:

L’AQUILA: NIENTE ‘SAN SALVATORE’ PER PARTI 23-36 SETTIMANE

SILVERI: ”CONCORSI E TURNI PER RISOLVERE L’EMERGENZA-PARTI”