L’AQUILA – Ambientalisti e comitati si schierano contro la realizzazione di una circonvallazione stradale nell’area est della città, a ridosso delle frazioni di Onna e San Gregorio: l’opera, secondo quanto riferiscono i rappresentanti di Wwf, comitato San Gregorio Rinasce e associazione Onna Onlus ricadrebbe in un’area ad altissimo rischio idrogeologico, la stessa nella quale è esondato il fiume Aterno il primo dicembre scorso, a causa dell’alluvione ha paralizzato la città dell’Aquila.
L’opera, da 34 milioni di euro, rientra nella legge obiettivo del 2001, e rappresenta il terzo lotto (Bazzano San Gregorio) di un disegno più complesso, relativo ai lavori sulla Ss 17.
“Premettendo che dal 2001 ad oggi sono cambiate tantissime cose – ha spiegato Augusto De Sanctis, esponente del Wwf abruzzese – ciò che preme sottolineare è che i lavori delineati in un primo progetto ricadono in un’area ad altissimo rischio esondazione, addirittura inserito all’interno delle aree perimetratre dal piano di stralcio difesa alluvioni della Regione a grave pericolosità idrogeologica in quanto limitrofe al corso del fiume Aterno e, più in generale, in mezzo ai campi della conca aquilana”.
Il primo dicembre, come detto, l’esondazione a cui si riferisce la foto; un mese prima avevamo scritto a tutte le autorità competenti sollevando dubbi e criticità sull’opera. Un mese dopo è successo quello che tutti sanno. L’Anas ha allora proposto un secondo progetto, ma in ogni caso il 70% delle opere ricade nell’area a rischio alluvione”.
Per De Sanctis “è necessario che sull’intera infrastruttura venga effettuata la Via, valutazione d’impatto ambientale (Via)”.
“I cittadini proprietari dei terreni hanno già presentato ricorso al Tar – ha aggiunto Raniero Maggini, vice presidente nazionale del WWf Italia – e noi ci opporremo a qualsiasi tracciato a in aree a rischio idrogeologico e, più in generale, crediamo ci sia bisogno all’Aquila di pianificare in maniera organica e coordinata tutti i processi di ricostruzione. Questa strada non è altro che la terza parte del progetto che riguarda la Ss 17. Già contestammo il primo tratto, quello di Navelli, per la mancanza della Via, fatto che oggi viene contestato dalla Procura dell’Aquila ad alcuni funzionari della Regione. Bisogna condividere le scelte con la popolazione e basarle su studi all’avanguardia per quanto riguarda la domanda attuale e futura”.
La variante sud, inoltre, secondo quanto sostenuto dai comitati spontanei di Onna e San Gregorio, rappresenterebbe un grande ostacolo nel processo di ricostruzione dei due borghi semi distrutti dal terremoto del 6 aprile 2009.
“La variante Sud – ha dichiarato Sara Cecala, del comitato San Gregorio Rinasce – prevede la realizzazione di sopraelevate, viadotti, svincoli e rotatorie grandi come un campo da calcio proprio a ridosso delle abitazioni lesionate dal sisma. Come è possibile programmare un processo di ricostruzione in questo modo? La procedura di approvazione dell’opera, inoltre, secondo noi è illegittima perché non è stato sottoposto a Via. Infatti il progetto è stato incredibilmente inserito tra quelle opere oggetto dell’Ordinanza di Protezione civile del 3 settembre 2009 3805 per la cui attuazione sarebbe stata svolta la conferenza dei servizi del 10 dicembre 2009 che ha espresso parere positivo sull’intervento”.
“Ci appare arbitrario aver richiamato tale OPCM per approvare quest’opera viaria, in quanto l’ordinanza era stata approvata per realizzare interventi volti ad eliminare criticità nell’ambito del progetto CASE in occasione della riapertura delle scuole e dell’Università a L’Aquila. Infatti l’elenco delle opere legate ai problemi post-sisma doveva essere redatto entro 7 giorni a far data dal giorno della pubblicazione dell’ordinanza stessa (il 3 settembre 2009) e la progettazione era in capo alla Protezione Civile (e non all’Anas). Vero è che il progetto della Variante Anas rientra nella cosiddetta legge Obiettivo del 2001 e successiva Intesa Quadro tra Governo e Regione Abruzzo del 2002) e nulla ha a che fare con le problematiche di viabilità connesse al terremoto. La stessa Opcm, tra l’altro, poneva un limite di spesa inderogabile di 10 milioni di euro per questi interventi legati alla viabilità post-sisma, meno di un terzo del costo della Variante Sud”. (g.a.)





