L’AQUILA – Il racconto del restauro di un antico edificio monumentale è il fulcro del prossimo appuntamento del progetto di valorizzazione “Radici” promosso dalla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province dell’Aquila e Teramo. Protagonista, sabato 1° novembre (ore 9:00 – 13:00) è la Chiesa di San Paolo, edificata a margine dell’antica città romana di Peltuinum, lungo il percorso del Tratturo Magno, a segnare la sua importanza nei secoli passati.
Menzionata dalle fonti a partire dal XII secolo, più volte trasformata nei secoli, è stata a lungo inagibile e chiusa al pubblico a causa degli ingenti danni provocati dal terremoto del 2009. Con il sisma si sono infatti innescati dei cinematismi che hanno determinato un evidente principio di ribaltamento verso l’esterno della facciata, la rotazione sempre verso l’esterno della porzione più alta del prospetto retrostante, la flessione della parete destra con la disconnessione del paramento esterno; in conseguenza di questi meccanismi sono avvenuti crolli localizzati e la compagine muraria si è lesionata in molti punti.
La chiesa viene finalmente riconsegnata alla comunità dopo un rilevante intervento di restauro gestito dall’ex Segretariato regionale MiC per l’Abruzzo e realizzato nell’ambito di una convenzione con l’USRA-Ufficio Speciale per la Ricostruzione dell’Aquila, con la direzione tecnica della Soprintendenza. L’intervento è stato orientato alla riparazione dei danni e al consolidamento delle strutture, con la risoluzione di quelle “debolezze” intrinseche alla costruzione che ne hanno messo a rischio la sopravvivenza dell’occasione del sisma. È stata perseguita la conservazione del monumento nello stato nel quale è giunto ai nostri giorni, con il suo carico di storia impresso nelle murature, nelle forme, nei materiali.






