L’AQUILA – È stato scarcerato il 16enne macedone accusato di tentato omicidio in seguito a una rissa tra bande di giovanissimi stranieri che seminò nello scorso aprile il panico tra il centro commerciale “L’Aquilone” e la frazione aquilana di Coppito.

Al termine delle indagini, la polizia denunciò otto giovani tra i quali il macedone per tentato omicidio visto che uno dei 4 feriti riportò la lacerazione di un polmone. La custodia cautelare scattò il 9 giugno scorso.

La scintilla, scoccata su un autobus, degenerò prima in un violento scontro alla fermata e poi in una spedizione punitiva fuori da una casa famiglia.

Il tribunale del Riesame (sezione minorenni) dell’Aquila (Nicoletta Orlandi, Cecilia Angrisano, Marco Pezzopane, Fania Beatriz Lucci) ha accolto il ricorso dell’avvocato Nino Del Piero e ha già disposto il trasferimento del ragazzo nella comunità di Sant’Alfonso a Veroli (Frosinone), come precisa il legale.

“Sebbene la gravità del reato commesso”, si legge nel provvedimento, “con riferimento alle modalità di esecuzione che hanno evidenziato l’adesione dell’indagato a una concreta preordonazione per la commissione di azioni violente con uso di armi proprie e improprie e una condotta che configura il tentato omicidio, attesti la sussistenza di concrete esigenze cautelari preventive, emerge dalla relazione del pm l’avvio di un ripensamento critico da parte dell’imputato e una concreta disponibilità ad accettare un percorso rieducativo”.

“A oggi, dunque”, si legge ancora nell’ordinanza, “può ritenersi che i fattori di incidenza sulla pericolosità sociale possano far propendere per una attenuazione della stessa consentendo di ritenere adeguata al soddisfacimento delle esigenze di prevenzione anche la misura del collocamento in una comunità educativa in regione diversa da quella di residenza, che, sottraendolo al contesto ordinario di vita, assicuri comunque il contenimento del pericolo di reiterazione consentendo al contempo la prosecuzione del percoro educativo positivamente avviato durante la permenenza  nell’Istituto penale per minorenni”.

I giudici hanno autorizzato il 16enne a frequentare la scuola e partecipare ad attività esterne coerenti con il progetto educativo. Autorizzate le visite ai familiari ma in caso di violazione delle regole potrebbe essere ripristinata la custodia cautelare, come si legge nell’atto.