L’AQUILA – Tutti all’Aquila conoscono viale Gran Sasso, storica arteria aquilana che fa da “porta Nord” al centro storico, collegando la periferia del quartiere Torrione alla Fontana Luminosa.

Il motivo del nome è facilmente intuibile. Percorrendola in discesa, con lo stadio “Tommaso Fattori” sulla sinistra e il Parco del Forte spagnolo a destra, guardando dritti davanti a sé in lontananza è ancora possibile vedere la montagna, anche se seminascosta dagli alberi di viale Alcide De Gasperi e dalle palazzine.

Dall’altro lato, quasi nessuno sa che esiste una “sorella minore” di questo viale, una “via Gran Sasso” regolarmente segnata sulle mappe, praticamente omonima se non fosse per il suffisso “le” che distingue una strada importante da una piccola e senza storia.

GUARDA LE FOTO DI VIA GRAN SASSO E VIALE GRAN SASSO

Ad avere il nome del più alto massiccio montuoso degli Appennini è infatti un viottolo di pochi metri, che si trova praticamente fuori dal capoluogo, all’ingresso dell’abitato della frazione di Bazzano. Non c’è neanche il cartello, probabilmente non è stato mai messo.

Ma sia per i navigatori satellitari utilizzati comunemente sulle automobili, sia per i siti Internet che visualizzano mappe e itinerari, come Google Maps o Via Michelin, via Gran Sasso esiste ed è indiscutibilmente quella.

Uno scivolone della commissione Toponomastica, clamorosamente immemore del fatto che esistesse già una strada dedicata alla famosa montagna? Poco probabile.

Un rinnovato omaggio al Gran Sasso, che da lì si vede anche meglio che dal centro? Possibile. Ma allora perché “sprecare” un nome così pesante e attrattivo per una stradina di poche decine di metri, che non ha stadi né parchi ma solo un punto vendita di assicurazioni?

E il limite di velocità a 20 chilometri all’ora è per guardare meglio il panorama? Domande che saranno girate a chi di dare il nome alle strade aquilane si occupa.