L’AQUILA – Sit in di protesta davanti al Comune e Provincia e uno sciopero dalle 10 alle 12.30. Queste le forme di proteste messe in atto questa mattina dai lavoratori della Fida, visto che l’azienda, che si occupa di cartellonistica elettronica all’interno del polo elettronico, ha intenzione di licenziare 30 persone facendo rimanere a lavoro solo dieci dipendenti.
Una delegazione dei lavoratori, insieme ai sindacalisti Alfredo Fegatelli (Fiom-Cgil), Fabio Frullo (Uil-Fp), Gino Mattuccilli (Fim-Cisl), Clara Ciuca (Uilm-Uil) e Pietro Paolelli (Uil), ha incontrato il sindaco Massimo Cialente.
”Vigilerò – ha detto Cialente – affinchè le aziende all’interno del polo elettronico diano veramente lavoro. Sono d’accordo con i sindacati e a breve convocherò un tavolo tecnico al quale deve partecipare l’azienda, la Provincia e le organizzazioni sindacali”. La stessa promessa è arrivata dal rappresentante della Provincia Massimo Verrecchia.
Intanto Fim, Fiom, Uilm sono pronti a presentare un altro esposto alla Procura della Repubblica contro i responsabili della Fida in quanto ”si vuole evitare una possibile speculazione immobiliare sul capannone che ospita la fabbrica”.
Per i sindacati la Fida non ha mai rispettato l’impegno, per avere gratuitamente lo stabile, di assumere 80 dipendenti di cui la la metà ex operai Lares. Lo scorso anno poi una parte dei lavoratori è stata messa in cassa integrazione ordinaria. Conclusa questo genere di ammortizzatore sociale la Fida può avvalersi solo della cassa integrazione straordinaria, ma l’intenzione dell’azienda è quella di licenziare 30 persone.
Nel frattempo senza presentare il piano industriale ha chiesto a Invitalia di poter usufruire a prezzi irisori di una proroga del contratto di altri 18 anni e di rateizzare il debito con Aquila Sviluppo. La domanda delle istituzioni e dei sindacati è ”a che cosa servono 7 mila metri quadrati all’azienda se vuole occupare solo 10 persone?”.
I sindacati si sono recati in Comune in quanto l’ente diventerrà gestore del polo elettronico grazie ai contributi provenienti dalla legge Mancia offerti dal Pd. “Il Comune – affermano i sindacati – deve controllare le aziende che chiedono gli spazi all’interno del polo elettronico”. (s.cas.)




