L’AQUILA – Un “governo di unità cittadina” da realizzare con chi vorrà collaborare per il rinnovamento e la rinascita del territorio.
È l’annuncio del candidato sindaco Fli, Enrico Verini, che non nasconde la volontà di aprirsi al confronto con le altre forze politiche in campo, anche se finora nessuno lo ha convinto.
“Diciamo che sono stato un po’ tirato per la giacchetta. Ho dialogato con tutti per capire quali fossero le proposte che potessero coincidere con la mia idea di città e nessuno mi ha convinto – spiega Verini – Non è un discorso di destra o sinistra, ma di prospettive. Io voglio essere un innovatore, superare gli schemi del passato. Non nascondo che diversi attuali consiglieri, alcuni dei quali portatori di parecchi voti, ci hanno chiesto di aderire al nostro progetto. Abbiamo deciso di dare un taglio al passato e avviare un nuovo percorso”.
Percorso, che come spiega l’ex Margherita, “dovrà passare necessariamente attraverso un ringiovanimento della classe politica e dirigente di questa città e un’idea di città che io. Se dovessi vincere non avrò la presunzione di governare da solo ma aprirò il dialogo alle forze cittadine e a tutti coloro che volessero collaborare per il bene della città e della comunità. Dagli altri, invece, vedo solo chiusure, contrapposizioni di parte. Una sorta di ‘noi contro tutti’”.
E se invece il responso dell’urna non dovesse sorridere al candidato finiano o si dovesse andare al ballottaggio?
“Accetterò l’esito delle elezioni e ascolterò chiunque dovesse proporre un’idea diversa per il futuro, a chiunque abbia una visione un po’ più umile, aprendosi alla collaborazione e mettendo da parte contrapposizioni. Abbiamo constatato che ‘un uomo solo al comando’ non ce la può fare. La prima cosa che consigliai al sindaco, Massimo Cialente, il giorno dopo il terremoto fu quella di promuovere un governo di unità cittadina: gliel’ho sempre detto e ovviamente sarò coerente con i miei comportamenti e se dovessi vincere promuoverò una simile coalizione per governare”.
Sulla lista che Fli sta mettendo in campo Verini ha parlato di una formazione “ottima, che ha richiamato le attenzioni anche di altri esponenti del mondo politico. L’idea che proponiamo, evidentemente, piace. Sarà una lista frizzante, che propone un giovane ventenne, Cristian Porfirio, come capolista. Del resto la città che pensiamo e vogliamo sarà per i giovani”.
Verini, in tempi non sospetti chiese delle primarie “cittadine” aperte a partiti e movimenti civici, per poter eleggere davvero il miglior candidato sindaco possibile. Sono state scelte strade diverse, mi dispiace”.
Nel Pdl le primarie si faranno, almeno di clamorosi dietrofront, “ma ancora non è chiaro chi vi parteciperà” mentre nel Pd è già certo che gli elettori di centrosinistra saranno chiamati al voto domenica 4 marzo “Ma noto una forte conflittualità tra i due candidati (Vittorio Festuccia e Cialente). Come si può pensare di poter avviare un percorso unitario con chi si è attaccato fino al giorno prima?”
Ultima battuta sul candidato sindaco Giorgio De Matteis: “Premetto che è una persona capace e che stimo ma neanche la sua proposta politica mi ha convinto. Il suo progetto si chiama ‘L’Aquila città aperta’ ma mi pare, anche dalle dichiarazioni rese dal capogruppo Mpa, Corrado Ruggeri, che ci sia una certa chiusura nei confronti degli altri: penso, per esempio, al fatto che non faranno apparentamenti in caso di ballottaggi. Una logica di chiusura che non fa bene a questa città che ha bisogno, invece, di aggregazione e unità”.





