L’AQUILA – I vandali tornano in azione nel centro storico dell’Aquila.

A piazza San Flaviano sembra si sia riversato un gruppo di writers in erba, che ha macchiato con scritte e inchiostro tutte le facciate della chiesa e di alcuni palazzi dei dintorni.

Gli edifici erano stati ripuliti e imbiancati poco tempo prima del sisma e si stavano preservando bene, se non fosse stato per il gruppo di incivili che ha vanificato il lavoro fatto.

Oltre alla scritta verde acido “Love”, apposta lo scorso maggio, sono spuntate anche “Ira”, “El Lobo Negron”, “Padron + Pat”, e altre parole e frasi senza un apparente senso.

Non è la prima volta che i vandali imbrattano e danneggiano muri e statue del centro storico, ormai abbandonato dal 6 aprile 2009.

Come dimenticare la statua che si trova in piazza IX Martiri, una figura allegorica nuda realizzata nel 1929 da Nicola D’Antino, completamente divelta. O la vicenda delle nicchiette di San Berardino, prese di mira appena riconsegnate alla città da alcuni giovani che probabilmente non riuscivano a tenere per sé i messaggi da lanciare ad amate e amici.

L’ultimo caso di imbrattamento delle nicchiette, per fortuna, risale a un paio di anni fa e il ragazzo che allora aveva 16 anni, grazie a una perizia grafica è stato riconosciuto e denunciato.

Qualla di San Flaviano è l’ennesima dimostrazione che c’è una parte di città sta tentando di rinascere in tutti i modi possibili, e di un’altra, più grigia, che sembra continuamente voler remare contro, non rispettando il patrimonio di tutti i cittadini. Sara Ciambotti