L’AQUILA – Nuovi atti di vandalismo al parco paleontologico di Pagliare di Sassa (L’Aquila), una realtà che non ha mai avuto vita facile.

Più di due anni fa AbruzzoWeb aveva denunciato i danni fatti alle riproduzioni di animali preistorici, “gambizzate” e buttate a terra, scheggiate e sparse tutto intorno.

Ora un’altra amarissima scoperta: anche i cartelli illustrativi presenti nell’area sono stati divelti. I vandali, non paghi, hanno utilizzato alcuni estintori (ne sono stati trovati tre) per danneggiare e imbrattare anche la staccionata e il prato.

Un gesto vandalico incomprensibile, che lascia attoniti i cittadini, in particolare gli abitanti del progetto C.a.s.e. di Pagliare che utilizzano l’area per passeggiate e un po’ di svago, in una zona fortemente antropizzata a causa dell’insediamento del complesso nell’immediato post terremoto.

Insomma, il “Giardino Paleontologico” ad oggi si trova nel degrado più totale. Un vero peccato, visto che era nato per avvicinare i giovani alla conoscenza del proprio territorio.

L’area ricostruiva l’ambiente di circa 700 mila anni fa, ed era stata inaugurata nel maggio 2011. Già pochi giorni prima dell’inaugurazione, un cervo e un cinghiale di polistirolo erano stati rubati.

Nel parco c’erano anche un elefante antico, un mammut di steppa, un rinoceronte e un ippopotamo antico, ricostruiti in scala ridotta (50% circa) per dare l’idea di quello che era l’ambiente nel giacimento paleontologico di Pagliare di Sassa, che alla fine degli anni ’90 ha restituito numerosi resti di grandi mammiferi.

L’intervento di valorizzazione del sito era stato curato dalla Soprintendenza per i Beni Archeologici dell’Abruzzo con il Comune dell’Aquila, la Protezione Civile e l’Università degli Studi di Roma La Sapienza.