L’AQUILA – Doveva essere l’emblema della rinascita culturale dell’Aquila post-sisma, con innovazioni tecnologiche e informatiche di alto livello, prima fra tutte la digitalizzazione di testi antichi, e invece i sofisticati scanner della biblioteca Salvatore Tommasi a Bazzano (L’Aquila) restano inutilizzati e la linea Internet non è ancora accessibile per gli utenti.

Un progetto finanziato per 1 milione di euro dalla Fondazione Telecom Italia, che ha acquistato i macchinari, provvedendo alla loro manutenzione, e in partnership con un’azienda privata scelta dalla stessa Fondazione, garantendo anche per 3 anni l’abbonamento annuale alla linea Internet, facente capo a un’azienda privata scelta direttamente dalla fondazione.

Allo scadere del contratto, però, la Provincia si è trovata a dover pagare cifre astronomiche per il mantenimento dell’abbonamento annuale di Internet a una società “che è stata imposta da Telecom e alla quale bisogna versare un canone di 15 mila euro l’anno. Un onere notevole per la Provincia”, come commenta ad AbruzzoWeb Claudio Tonelli, assessore provinciale al Personale con delega all’Informatizzazione che garantisce: “Abbiamo trovato i soldi per  coprire il costo di un anno di abbonamento, ma allo scadere di questo tempo provvederemo a trovare una soluzione più conveniente, magari con un’altra società”.

Altro onere a carico della Provincia è il costo legato alla manutenzione degli scanner per la digitalizzazione dei libri antichi, che ammonta a 35 mila euro.

“Ci siamo trovati di fronte a un problema che non conoscevamo – prosegue l’assessore – cercheremo soluzioni più ragionevoli”.

I servizi per gli utenti della biblioteca torneranno operativi in “tempi ragionevoli – assicura anche l’assessore provinciale alla Cultura Marianna Scoccia – Abbiamo fatto una riunione con il presidente Del Corvo per cercare di reperire questa somma tra i residui”.

Un’inaugurazione in pompa magna nel settembre 2011, alla presenza delle più alte autorità di governo e locali per la nuova sede di Bazzano, costata in totale 2 milioni di euro e realizzata anche grazie al contributo della Provincia stessa e del ministero dei Beni culturali.

“La Telecom ha dato un sostanzioso finanziamento per mettere a punto un sistema hardware e di informatizzazione”, spiega Maria Concetta Ruffo, direttrice della biblioteca che si dice “dispiaciuta per il disservizio” e puntualizza di non sapere “di chi siano le responsabilità di questo ritardo”.

“Abbiamo tutte le apparecchiature, ma non ne stiamo usufruendo. Anche la linea Internet, attualmente, è riservata solo al personale dipendente della biblioteca e, quindi,  inaccessibile a chi studia o fa ricerca nella struttura di Bazzano – afferma – All’inizio la linea era fruibile per tutti, ora purtroppo è un servizio che non riusciamo più a garantire e questo ci penalizza”.

“Tuttavia stiamo sviluppando una progettualità per migliorare i servizi, volta a salvaguardare le funzioni della biblioteca che non è solo conservazione, ma anche digitalizzazione – prosegue ancora – iniziando proprio dal patrimonio più antico sottratto alla consultazione”.

Una battuta di arresto, oltre che nell’informatizzazione, si registra anche nel bacino di utenza.

“Più che un decremento è stato un cambiamento – specificato la direttrice – Quando eravamo in centro storico c’era un forte afflusso di studenti e anche persone anziane che venivano per leggere testi propri. Allora si ‘inciampava’ quasi nella biblioteca. Ora, più che altro, complice anche la delocalizzazione nel nucleo industriale di Bazzano, gli utenti non vengono più qui per studiare, ma solo per fare ricerca”.

La cultura va valorizzata “proprio a partire dai servizi offerti – conclude la Ruffo – che non sono solo la semplice conservazione dei volumi. Non favorire la conoscenza è abbrutire una popolazione che ogni giorno fa i conti con disagi e problemi di ogni tipo. Spero che la cultura possa essere aiutata nella sua crescita per ricreare un feeling con gli aquilani”.

Dalla antica biblioteca, duramente provata dal sisma, sono stati recuperati quasi tutti i 260 mila volumi. Restano ancora ostaggio dello stabile di piazza Palazzo alcuni libri di linguistica e letteratura classica che si trovano di ridosso al salone ligneo, gravemente danneggiato dalla scossa del 6 aprile 2009 e attualmente ancora inaccessibile.