L’AQUILA – “La Perdonanza celestiniana ancora non riesce ad esprimere le sue potenzialità, ma è inutile metterla al traino di eventi che nulla c’entrano come la rassegna jazz che ha registrato uno straordinario successo”.

E’ uno dei passaggi del bilancio fatto oggi della stagione turistica a L’Aquila da parte dell’assessore al turismo Lelio De Santis, che parla di stagione comunque da incorniciare, con incrementi delle presenze che è già possibile stimare in un 30 per cento in più rispetto al 2014, incrociando i dati dei pernottamenti alberghieri e della presenza turistica nei vari eventi che hanno segnato l’estate aquilana, con quelli dell’info point di piazza Duomo, tappa obbligata per chi viene a visitare il capoluogo.
Spulciando i dati registrati dall’info point, in parte già anticipati da Abruzzoweb, risulta che a giugno e luglio quando il punto informativo era aperto solo nei week end, i contatti sono stati 235 e 880, che equivalgono, visto che i contatti si riferiscono anche a famiglie e comitive, a 3100 persone.

Ad agosto, con l’info point aperto tutti i giorni i contatti sono stati 5.760, equivalenti a 15-20 mila persone.

A settembre si è già a 15 mila persone. Il totale estivo è insomma di circa 35 mila persone.

E quello che più conta, facendo un confronto con i contatti dell’Info point del 2014, si registra un incremento del 30 per cento.

In aumento anche gli stranieri, soprattutto francesi e olandesi. Interessati non solo alla città, ma anche al territorio, al Gran sasso, all’area Parco, ai borghi montani. E le mete più gettonate sono Santo Stefano di Sessanio, Fontecchio, le grotte di Stiffe, Bominaco e l’area archeologica di Fossa.

C’è ancora da lavorare, ammette però De Santis: “In molti, troppi casi si tratta di turismo mordi e fuggi, bisogna dunque puntare su una promozione mirata alla creazione di un’offerta turistica che garantisca presenze di più lunga durata”.

De Santis parla a due giorni dallo straordinario successo della rassegna “Il Jazz italiano per L’Aquila maratona che domenica scorsa ha portato nel capoluogo 600 artisti 100 concerti e 60 mila persone. Evento promosso e rifinanziato dal ministro per i Beni culturali Dario Franceschini.

E l’assessore tiene a prendere le distanze dal tentativo, e dalla tentazione, di “aggrappare” all’evento la Perdonanza celestiniana, che invece continua a registrare negli anni numeri al disotto delle attese.

“Come annunciato da Franceschini – spiega De Santis – la rassegna jazz si farà ogni anno, ma sarebbe troppo facile e soprattutto sbagliato unire l’evento alla Perdonanza, che deve imporre una sua identità. E sono due eventi che hanno pubblici diversi”.

“Finora – prosegue De Santis – la Perdonanza non è riuscita ad imporsi come evento di portata nazionale, spero che ci riesca, ora che diventerà patrimonio immateriale dell’umanità. Ma Serve un grande lavoro di marketing, e adeguate risorse economiche, perché con il budget attuale non si va da nessuna parte”. (Filippo Tronca)