L’AQUILA – I carabinieri del Raggruppamento operativo speciale (Ros) dell’Aquila, sotto la direzione della procura della Repubblica, hanno sgominato, in seguito a un’inchiesta, un gruppo specializzato in truffe ai danni di compagnie d’assicurazione.

L’indagine, portata avanti dal pubblico ministero Antonietta Picardi, vede 12 persone indagate che effettuavano i raggiri sotto l’occhio attento di un avvocato e con la compiacenza di medici specializzati che firmavano falsi certificati.

Lo scenario era sempre lo stesso: si creava a tavolino un incidente falso e addirittura si inventavano le dinamiche e le conseguenze, poi i truffatori si recavano al pronto soccorso lamentando di aver riportato danni fisici in un sinistro stradale o in infortuni sul lavoro.

Nelle varie truffe, gli attori erano sempre gli stessi ma con ruoli diversi: a volte conducenti, altre proprietari dei veicoli coinvolti, soggetti danneggiati o risarciti, testimoni o passeggeri rimasti fortunatamente illesi.

Anche laddove si denunciavano lesioni fisiche, la singolarità stava nel fatto che non si richiedeva mai l’intervento del 118 o delle forze dell’ordine, spesso addirittura denunciando l’incidente diverse settimane o mesi dopo l’evento.

Tutto era architettato nei minimi dettagli: erano previsti, in caso di bisogno, falsi testimoni in grado di supportare le versioni dei truffatori in sede giudiziale o stragiudiziale.

Le indagini, complesse e articolate, sono state attuate attraverso il controllo di un gran numero di documenti, informazioni avute da terzi, lo studio delle dinamiche e degli autoveicoli coinvolti che risultavano i medesimi in più di un incidente.

Dall’esame degli atti, in cui erano ricostruiti i sinistri stradali, sarebbe anche emerso il coinvolgimento di vari carrozzieri aquilani compiacenti, inclusi nella lista degli indagati.

L’avvocato che faceva da regista alla truffa, ascoltato dal pm dell’inchiesta, si è assunto ogni responsabilità: i carabinieri hanno trovato nella sua abitazione documentazione attinente all’avvio di pratiche risarcitorie per incidenti stradali.

L’accusa è di truffa e falso in concorso, esclusa per il momento quella più grave di reato associativo.