L’AQUILA – “La soprintendenza cercava una sede adeguata per il Trittico, ce l’ha chiesto e abbiamo aderito subito con entusiasmo. Siamo stati il primo edificio pubblico a riaprire e, a oggi, purtroppo anche l’unico. Questo è un modo per riportare le persone in centro e dentro la Banca d’Italia”.
Con queste parole il direttore per l’Abruzzo della Banca d’Italia, Luigi Bettoni, ha salutato l’esposizione del Trittico di Beffi, che sarà ospitato nei locali di Corso Federico II dopo un tour in America, Russia e in Italia a palazzo Madama, nella sede del Senato.
La mostra “Il ritorno del Trittico di Beffi” è stata inaugurata alla presenza della soprintendente per i Beni storici artistici ed etnoantropologici dell’Abruzzo, Lucia Arbace, del direttore regionale per i Beni culturali e paesaggistici dell’Abruzzo, Fabrizio Magani, del vice commissario per la Tutela del patrimonio culturale, Luciano Marchetti, il cui ufficio ha collaborato all’organizzazione dell’evento.
“Con la Cassa di risparmio c’è un rapporto consolidato – ha spiegato Magani – è stata cercata un’altra sede storica ma innovativa per quest’importante opera individuata dal Mibac come simbolo della cultura in un tour internazionale. Per il Forte spagnolo e le sue opere c’è tanto da fare, ma stiamo lavorando per approntare in un anno e mezzo l’ex mattatoio come sede temporanea”.
Dello stesso avviso la Arbace, che ha espresso parole di apprezzamento per la nuova esposizione del trittico: “Questa – ha detto – è una collocazione perfetta. Lo lasciamo qui finché non sarà pronto l’ex mattatoio, che aspettiamo con ansia. Non abbassiamo la guardia, vogliamo valorizzare anche altre opere. Il trittico si lascia apprezzare per la qualità della pittura e i colori smaglianti”.
Nel pomeriggio, presso l’ Auditorium Carispaq “Sericchi”, nell’ambito del ciclo di conferenze “Vive l’Arte a L’Aquila”, una tavola rotonda dedicata al trittico di Beffi alla luce della nuova attribuzione suggerita da Cristiana Pasqualetti.
MAGANI: ”TRITTICO TIENE ALTA L’ATTENZIONE”
“La soprintendente Arbace ha un legame con la Carispaq ormai importante, ci ospita anche un ciclo di conferenze importanti per la città, e si è tentato di trovare una sede che fosse consueta, ma che potesse manifestare l’apertura degli Enti cittadini più rappresentativi sul tema della valorizzazione del patrimonio culturale del Forte spagnolo”.
Così il direttore regionale per i Beni culturali e paesaggistici dell’Abruzzo, Fabrizio Magani, ha commentato l’esposizione del Trittico di Beffi nella sede aquilana della Banca d’Italia in centro storico.
“Qualcuno – ha aggiunto – potrà pensare che la città, con tutti i problemi che ha, non abbia futuro. Io penso che invece attraverso il patrimonio culturale si possa trovare una traccia che sarà indelebile, se ben costruita: quella di una presenza del Mibac che comunque sta lavorando per tutelare e valorizzare il patrimonio”.
“Questa – ha concluso Magani – è l’opera più rappresentativa che il ministero ha indicato come oggetto che potesse portare da un lato il dramma abruzzese e aquilano all’estero, ma che oggi diventa un modello di valorizzazione: un’opera in cui riconoscere la cultura di un luogo, cultura che, grazie alla sua circolazione, tiene sempre desta l’attenzione”.
”IN DUE ANNI PINACOTECA ALL’EX MATTATOIO”
“Nel giro di un anno e mezzo o due l’intervento del ministero dei Beni culturali all’ex mattatoio dell’Aquila potrebbe riconsegnare alla città un edificio restaurato, ma anche una sede museale recuperata”.
Lo ha annunciato oggi il direttore regionale per i Beni culturali e paesaggistici dell’Abruzzo, Fabrizio Magani, a margine della presentazione del Trittico di Beffi esposto nel salone della Banca d’Italia all’Aquila.
Per Magani, “c’è molto da fare, ma stiamo lavorando molto bene, preparando il bando per l’aggiudicazione dei lavori all’ex mattatoio, che diventerà la sede temporanea della pinacoteca del Forte spagnolo. Un intervento cospicuo”, ha spiegato.
Quanto al destino del Mammut, lo scheletro fossile del lontano parente degli elefanti, Magani ha ammesso che “di questo dobbiamo ancora parlare. Bisogna verificare – ha chiarito – se ci sarà la disponibilità di spazio per poterlo esporre”.
Dubbi, infine, sugli aiuti internazionali, in particolare quelli spagnoli promessi durante il G8 dell’Aquila nel luglio 2009.
“La Spagna – ha concluso Magani – è in crisi, forse noi in questo momento mi sento di dire che lo siamo meno, e sto lavorando anche su questo tema progettuale”.
BETTONI: ”MOSTRA ORGANIZZATA A TAMBURO BATTENTE”
“La soprintendenza cercava una sede degna nel centro storico che fosse anche adeguata ad accogliere questo dipinto. Noi siamo il primo ufficio pubblico che ha riaperto in centro, finora purtroppo anche l’unico, e quindi abbiamo dato volentieri la nostra disponibilità a metterla nel salone del pubblico, in modo che anche i visitatori possano ammirare per il tempo in cui rimane qui l’opera d’arte”.
Così il direttore per l’Abruzzo della Banca d’Italia, Luigi Bettoni, ha commentato l’esposizione del Trittico di Beffi all’interno dell’istituto di corso Federico II.
“Devo dire – ha aggiunto – che abbiamo aperto per primi grazie agli sforzi della nostra amministrazione, ma anche a quelli generosi dei nostri dipendenti, che sono aquilani. Sono rimasti coinvolti loro nel terremoto, ma hanno deciso unanimemente di riaprire al più presto per ridare alla cittadinanza tutti i servizi, e ora li diamo come prima del sisma”.
Quanto alla mostra, “abbiamo accolto una richiesta che ci è venuta dall’esterno, non è che istituzionalmente facciamo mostre d’arte. Però – ha ammesso Bettoni – cerchiamo sempre di essere vicini al territorio e alle istanze che ci provengono”.
“Questa – ha concluso – l’abbiamo fatta a tamburo battente: in un giorno sono stato in grado, sentita la mia amministrazione, di dare l’ok”.
CHIODI: ”L’AQUILA RICONQUISTA LA SUA ARTE”
L’AQUILA – “È una giornata importante per la cultura e per L’Aquila, città di cultura. Torna fruibile alla comunità e a quanti amano l’arte, il ‘Trittico di Beffi’, miracolosamente salvato dalle macerie del terremoto di due anni fa, reduce da un lungo tour in America e a Roma, sede del Senato”.
Il presidente della Regione Abruzzo, Gianni Chiodi, ha salutato così il ritorno, nel capoluogo abruzzese, del capolavoro della pittura tardo gotica, attribuito alla mano di Leonardo da Teramo.
“La sua esposizione nei locali, centralissimi, della Banca d’Italia – ha aggiunto il presidente – ha un valore simbolico pregnante. L’istituto di credito è stato infatti il primo ufficio a riaprire nel cuore della città martoriata; il dipinto, di eccezionale pregio, è il primo del Museo nazionale d’Abruzzo di nuovo visibile al pubblico”.
Per Chiodi, “due segni inconfutabili di una rinascita sempre più reale. La popolazione aquilana – ha sostenuto – si sta riappropriando dei suoi spazi, ma anche della sua identità di comunità colta, capace di apprezzare e valorizzare la sua arte e i suoi artisti”.
Il presidente ha voluto altresì ringraziare Mario Resca, che “ha reso possibile l’esposizione del Trittico nei musei più celebri del mondo, dal National gallery of art di Washington, al Nevada art museum di Reno, al Getting museum di Los Angeles, facendo conoscere, nel contempo, il paesino di Beffi, dove l’opera è stata conservata fino agli inizi del Novecento, ma anche l’intero territorio abruzzese”.
Un plauso Chiodi lo ha riservato anche alla Banca d’Italia, che ospiterà il capolavoro sino a maggio, “per aver compreso l’importanza dell’evento”.
“Auspico – ha concluso il presidente – che questo sia solo il primo di tanti momenti culturali in grado di emozionare di nuovo gli aquilani ai quali spero siano presto restituite tutte le splendide collezioni del Museo nazionale d’Abruzzo, fino al giorno del sisma nella suggestiva location del Forte spagnolo”.
DE FANIS: ”QUESTA E’ UN’OPERA DA RISCOPRIRE”
L’AQUILA – “L’esposizione da oggi nella sede della Banca d’Italia darà modo a tutti noi di apprezzare il fascino del dipinto ma anche quello del mistero che avvolge la mano del suo autore”.
Lo afferma in una nota l’assessore regionale alla Cultura di fresca nomina, Luigi De Fanis, in occasione della cerimonia di apertura dell’esposizione del Trittico di Beffi.
“Tutta da riscoprire dunque – ha aggiunto De Fanis – la genesi della famosa ‘tempera su tavola’ che ritrae l’annuncio dei pastori, la natività e il bagno del Bambino in un pannello; la Vergine che gioca col Bambino in un altro; la morte della Vergine, la sua ascensione e la sua incoronazione nell’ultimo”.
“Sono altresì lieto – ha sottolineato l’assessore – che molti connazionali d’America abbiano potuto apprezzare quest’opera e che lo stesso presidente del Senato, Renato Schifani, l’abbia voluta a palazzo Giustiniani”.
“Per L’Aquila, comunque, un’occasione importante – ha osservato infine – visto che, lentamente, la comunità sta ricostruendo i suoi edifici ma anche la sua propensione alla cultura, all’arte, alla bellezza estetica che le è sempre stata propria”. (alb.or.)






