L’AQUILA – Il vice sindaco dell’Aquila Nicola Trifuoggi, dopo il polverone che si è alzato da alcune sue dichiarazioni in occasioni pubbliche e in alcune interviste conferma che l’ipotesi di una candidatura nel 2017 non è fantascienza.
E il sindaco Massimo Cialente attiva una moral suasion nei suoi confronti: il centrodestra non è nelle sue corde, il civismo è fallibile e il centrosinista deve fare le primarie alle quali l’ex magistrato deve concorrere come tutti.
Trifuoggi prova a liquidare come una “tempesta in un bicchier d’acqua” il dibattito che si è innescato negli ultimi giorni, eppure dopo quarantacinque anni in magistratura sembrano essere bastati un paio d’anni a contatto con la politica verace di Cialente, la cui lunga carriera è iniziata da ragazzo nei Consigli di quartiere arrivando al Parlamento, per essersi persuaso ad intraprendere una sorta di seconda vita.
Ma dopo le disinvolte interviste, ad AbruzzoWeb frena: “È assurdo parlarne un anno e mezzo prima, alle incalzanti domande di una bravissima Matilde Albani ho detto che in tanti me lo chiedono, ma affronteremo la cosa al momento opportuno e non certo adesso”.
A tirare la giacchetta a Trifuoggi, oltre ad una serie di settori della società civile, molti singoli e qualche dipendente comunale, ci sono anche degli amministratori comunali che, dice, “quando mi hanno invitato a considerare questa ipotesi ho risposto che ci avrei pensato, e così farò”.
L’unico dato certo sembra essere quello dello spirito civico dell’iniziativa: “Ognuno ha le sue opinioni, l’ideologia è una cosa e l’appartenenza è un’altra” sottolinea. “Non faccio parte di nessun partito e quindi non mi candiderei con nessuno se non con una lista civica”.
Ma a lasciare in anticipo la poltrona di vice sindaco non ci pensare neanche. “Perché dovrei farlo, non sono di lotta e di governo, sto lavorando per la ricostruzione che è l’unico vero obiettivo e va raggiunto presto e bene”.
“Da parte mia – aggiunge – nessuna stilettata, come ha scritto qualcuno, anche perchè è un termine che non mi piace, che puzza di tradimento. Sto collaborando con convinzione con questa amministrazione. Domani si vedrà”.
Fin qui Trifuoggi, che precisa di non avere alcuna interlocuzione neanche con i civici che attualmente siedono in Consiglio comunale e che hanno costituito un unico gruppo, Appello per L’Aquila che vogliamo, Vincenzo Vittorini ed Ettore Di Cesare.
Getta acqua sul fuoco, e tenta di riportare il confronto su un piano prettamente politico dove si trova più a suo agio, il sindaco Cialente.
“Io voglio andare alle primarie, così come dovrà andarci Nicola insieme a tanti” dice a questo giornale. “Il centrosinistra si presenterà di nuovo, stiamo dimostrando di essere forse lievemente più eticamente attenti rispetto a Roma e ad altre città”.
“Il nostro – aggiunge – è uno schieramento che riesce a produrre anche ottimo anticorpi”.
“Il centrodestra non è nelle corde di Trifuoggi – chiosa – e non credo ci siano spazi per le liste civiche che poi vanno a governare, io ho provato a chiamare la società civile a candidarsi, pro o contro di me, ma vedo che c’è chi tende poco a misurarsi”. Marco Signori e Roberto Santilli





