L’AQUILA – Mentre il sindaco dell’Aquila Massimo Cialente continua a bandire il tricolore dagli uffici comunali in segno di protesta per il mancato stanziamento di fondi per la ricostruzione della città terremotata, al tribunale (in sede provvisoria a Bazzano) del capoluogo abruzzese la bandiera italiana se la passa molto male.
Quel che resta del tricolore posto all’ingresso di una baraccopoli nella quale si svolgono processi anche molto gravi è un inutile straccio che sventola lurido e penoso sotto un cielo plumbeo, in attesa che la sede storica del tribunale aquilano in via XX Settembre venga riattivata a più di quattro anni dal sisma.
Il tricolore annaspa sporco e distrutto in mezzo ad altri due stracci messi malucccio, la bandiera con lo stemma della Protezione civile nazionale e quella annerita dell’Europa, quest’ultima in sintonia con il futuro cui questa Europa sta andando incontro.
Nessun rigurgito ferocemente nazionalista. All’Aquila e in Italia è il ripristino della dignità che purtroppo molto spesso manca. (r.s.)






