L’AQUILA – Con la definizione dei voti di preferenza, nonostante manchi ancora l’ormai “famigerato” seggio 72 le cui schede sono state consegnate all’ufficio elettorale e sarà direttamente il tribunale a scrutinarle (e il 26 che incomprensibilmente non risulta dai dati diffusi dal Comune), si delinea la composizione del nuovo Consiglio comunale dell’Aquila, in fondo di poco diverso da quello che era stato “disegnato” da AbruzzoWeb già alle prime ore di lunedì.
È bene sottolineare ancora una volta che si tratta di una ipotesi, suscettibile di modifiche.
Con la conferma del centrosinistra alla guida della città, 8 seggi dovrebbero andare al Partito democratico, 4 alla lista Il Passo possibile, 2 al Movimento democratici e progressisti-Articolo Uno e uno a ciascuna delle altre cinque liste (Sicurezza e lavoro, Cambiamo Insieme, Territorio collettivo, Abruzzo civico, Democratici e socialisti e Socialisti e popolari).
Se dovesse spuntarla il centrodestra, 8 seggi dovrebbero andare a Forza Italia, 4 a Noi con Salvini, 3 a Fratelli d’Italia-Alleanza nazionale, 2 a Benvenuto presente e L’Aquila futura e uno all’Udc, con quest’ultimo partito che eleggerebbe un consigliere solo nell’ipotesi in cui al ballottaggio dovesse avere la meglio Pierluigi Biondi.
A prescindere dall’esito del ballottaggio, restano sicuramente fuori dall’assise Giancarlo Silveri di Riscatto popolare, Nicola Trifuoggi di L’Aquila polis e Claudia Pagliariccio di Casapound, non avendo superato neppure lo sbarramento del 3 per cento.
Tra le esclusioni eccellenti, quella dell’assessore alla Ricostruzione Pietro Di Stefano, di quello al Commercio Pierluigi Mancini, di quello all’Assistenza alla popolazione Fabio Pelini e del consigliere Giuliano Di Nicola. Resta fuori dall’assise, per la prima volta dopo quindici anni, anche Enrico Perilli di Rifondazione comunista, che stavolta aveva abbracciato la “causa civica” di Carla Cimoroni. Bocciato anche Giorgio De Matteis, cinque anni fa candidato sindaco.
Dei “bomber”, questo giornale parla in un altro articolo.
A differenza della prima proiezione di AbruzzoWeb, per il Pd viene eletto Carlo Benedetti, presidente del Consiglio uscente, a scapito di Vittorio Sconci, in un primo momento dato per eletto, per Il Passo possibile entra Elia Serpetti, inizialmente indicato tra i primi dei non eletti. Per Articolo Uno Giorgio Spacca supera Guido Iapadre ed è eletto.
MAGGIORANZA
Partito democratico
Emanuela Iorio, Stefano Palumbo, Stefano Albano, Antonio Nardantonio, Emanuela Di Giovambattista, Maurizio Capri, Fabrizio D’Alessandro, Carlo Benedetti.
Il Passo possibile
Paolo Romano, Elia Serpetti, Fabrizio Ciccarelli, Emma Buccini
Movimento democratici e progressisti-Articolo Uno
Giustino Masciocco, Giorgio Spacca
Sicurezza e Lavoro
Angelo Mancini
Cambiamo Insieme
Lelio De Santis
Territorio Collettivo
Luca D’Innocenzo
Abruzzo civico
Sergio Ianni
Democratici e socialisti
Elisabetta Vicini
Socialisti e popolari
Gianni Padovani
MINORANZA
Pierluigi Biondi
Forza Italia
Roberto Tinari, Guido Liris, Vito Colonna
Fratelli d’Italia-Alleanza nazionale
Alessandro Piccinini, Carla Mannetti
L’Aquila futura
Roberto Santangelo
Noi con Salvini
Emanuele Imprudente, Daniele Ferella
Benvenuto Presente
Daniele D’Angelo
L’Aquila chiama
Carla Cimoroni
Movimento cinque stelle
Fabrizio Righetti
MAGGIORANZA
Forza Italia
Roberto Tinari, Guido Liris, Vito Colonna, Sabrina Di Cosimo, Maria Luisa Ianni, Elisabetta De Blasis, Roberto Junior Silveri
Fratelli d’Italia-Alleanza nazionale
Alessandro Piccinini, Carla Mannetti, Ersilia Lancia
L’Aquila futura
Roberto Santangelo, Luca Rocci
Udc
Raffaele Daniele
Noi con Salvini
Emanuele Imprudente, Daniele Ferella, Luigi Di Luzio, Luigi D’Eramo
Benvenuto Presente
Daniele D’Angelo, Leonardo Scimia
MINORANZA
Americo Di Benedetto
Partito democratico
Emanuela Iorio, Stefano Palumbo, Stefano Albano, Antonio Nardantonio
Il Passo possibile
Paolo Romano, Fabrizio Ciccarelli
Movimento democratici e progressisti-Articolo Uno
Giustino Masciocco
Cambiamo Insieme
Lelio De Santis
Democratici e socialisti
Elisabetta Vicini
L’Aquila chiama
Carla Cimoroni
Movimento cinque stelle
Fabrizio Righetti






