L’AQUILA – Il Partito democratico aspetta la decisione di Massimo Cialente, per valutare un’eventuale candidatura alternativa alle primarie di coalizione. Altrimenti, il primo cittadino uscente, se vorrà, potrà iniziare la lunga rincorsa per le amministrative 2012.
Fino a qualche tempo fa il Pd aquilano e provinciale, nonostante gli annunci di facciata, ha fatto i conti con una grave crisi interna che, poco alla volta, ha portato all’isolamento del primo cittadino che per mesi è rimasto in conflitto contro Governo e struttura commissariale senza nemmeno un Sancho Panza o un fido Ronzinante su cui poter contare: come Don Chisciotte gridava che la ricostruzione era ferma, che l’economia è all’anno zero, che era stato perso troppo tempo.
Nessuno a sostenerlo, per utilizzare una metafora rugbistica, tanto da portare Cialente a confessare qualche tempo fa “non mi sono mai sentito tanto solo”, preconizzando una sorta di abbandono anche da parte del suo stesso partito. Tra i pochi ad aver sempre avuto una parola di incoraggiamento e a spronare l’ex vice commissario ad andare avanti è stato, anche in tempi non sospetti, il segretario nazionale, Pier Luigi Bersani.
Anche in Abruzzo, vuoi perché parlare già di un dopo Cialente vorrebbe dire sconfessarne l’operato, o perché l’onorevole Giovanni Lolli non è che di candidarsi sia così entusiasta, il Partito democratico si è ricompattato attorno all’ex mussiano: ne è dimostrazione la conferenza in grande stile, con tutti i ‘big’ del partito tenuta ieri per chiedere la fine del regime commissariale e una rapida ricostruzione almeno per le case “E” fuori centro storico, nel corso della quale è emerso come l’istituzione della zona franca urbana sia a rischio, se non totalmente “saltata”, come ha detto il sindaco.
Un segnale forte, tanto agli avversari quanto agli alleati (qualche giorno fa il coordinatore dell’Idv, Lelio De Santis, aveva messo in dubbio l’utilità delle primarie) dal quale adesso il partito attende una risposta.
“Se Cialente sarà candidato alle primarie? Dipende solo dalle sue scelte” ha spiegato il coordinatore provinciale del Pd, Mario Mazzetti.
Stando al regolamento regionale del partito, infatti, se Cialente sciogliesse ogni riserva sarebbe il candidato ufficiale del partito per le primarie di coalizione. Il termine ultimo è quello del 20 settembre ma è verosimile che venga concesso qualche giorno in più per arrivare a una decisione che, comunque, Mazzetti ha auspicato arrivi “quanto prima” sia in un senso sia nell’altro.
Cialente ha già dichiarato di non essere interessato a opzionare l’opportunità fornitagli dal regolamento, ma il cambio di passo all’interno del partito sembra aver almeno insinuato il dubbio su un’eventuale ricandidatura, che in un primo momento era del tutto esclusa.
L’ipotesi di aprire le primarie di centrosinistra ai comitati e alle associazioni “è possibile” ha spiegato il segretario provinciale, mentre in caso di “niet” di Cialente si dovrebbe riprendere un discorso fatto di trattative, sussulti, e bocconi da ingoiare.
E Cialente? Cosa vuole fare? A domanda precisa nicchia, gustandosi però la soddisfazione di aver contribuito a ricompattare, magari con un pizzico di ritardo, un intero partito attorno a idee e progetti per la sua città. E non è poco vista l’aria di sfiducia che sembrava circondarlo.
Le primarie? Se prima la decisione era rivolta a un ‘no’ categorico (disse anche di essere pronto a fare un passo indietro “per il bene della città” se ce ne fosse stato bisogno), adesso forse una porta sembra essersi almeno socchiusa. Spetta solo a Cialente aprirla.





