L’AQUILA – “Il balletto dei nomi è inutile se prima non sappiamo quali sono le idee per ricostruire la città”.
Per Luca Ricciuti, consigliere regionale del Popolo della libertà, prima del candidato sindaco alle elezioni comunali dell’anno prossimo all’Aquila è indispensabile individuare un progetto condiviso per la rinascita del capoluogo: “Vincere senza sapere quello che si vuole fare non serve a nulla”.
“Sia Giorgio De Matteis che Francesco Bonanni – aggiunge – sarebbero due ottimi sindaci ma, ripeto, la scelta non va fatta sulle persone ma sul futuro da dare all’Aquila”.
“Quello che è certo – attacca Ricciuti – è che la nuova amministrazione comunale dovrà essere attiva e autorevole, anche nei confronti del governo nazionale, perché il processo della ricostruzione è troppo lento”.
“Le responsabilità – spiega l’esponente del Pdl – è in gran parte ascrivibile al sindaco Massimo Cialente ma anche la struttura commissariale e la ‘governance’ hanno le loro colpe”.
Per quanto riguarda le primarie, Ricciuti ritiene che siano uno strumento “da utilizzare a 360 gradi, non solo per i candidati alle elezioni ma anche per la definizione dell’assetto interno del partito”, perché “è quello che la gente vuole”.
Sulle tensioni interne al Pdl tra chi vorrebbe restringere le valutazioni sul totosindaco al livello provinciale e chi, invece, immagina un coinvolgimento dei vertici romani del partito, il consigliere regionale afferma: “Non sono interessato a questo dibattito, però non si può sottovalutare che L’Aquila è un caso nazionale, quindi tanto Gianni Chiodi quanto Filippo Piccone, passando per l’intera dirigenza locale, devono sedersi intorno al tavolo comune nel quale si prenderanno le decisioni”. (red)
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