L’AQUILA – Il nuovo corso del Popolo della libertà inaugurato dal segretario nazionale Angelino Alfano ha stabilito che i candidati sindaci delle prossime amministrative saranno scelti attraverso le primarie.

L’Aquila non farà eccezione, per cui le elezioni del 2012 non saranno una questione solo di segreterie di partito.

È da valutare, però, se il Pdl imporrà tale principio anche agli alleati. In quel caso il vice presidente del Consiglio regionale Giorgio De Matteis (Mpa), se davvero confermerà la volontà di giocarsi la partita e non sta facendo “pre-tattica”, come insinuato dall’assessore regionale del Pdl Gianfranco Giuliante, dovrà trovarsi dei compagni di avventura che lo sostengano, essendo la sua una piccola formazione.

Uno che è già pronto a farlo è il collega di Consiglio Luca Ricciuti (Pdl) che ha manifestato pubblicamente il suo gradimento per l’esponente Mpa.

Ricciuti si sta ritagliando, da un po’ di tempo a questa parte, il ruolo di ambasciatore: lo fa tanto all’Emiciclo, sulle questioni che riguardano L’Aquila e il terremoto, quanto nel centrodestra, provando a far sedere allo stesso tavolo gli altri due consiglieri regionali espressione del territorio aquilano: appunto De Matteis e Giuliante.

Anche Carla Mannetti, con il suo circolo “Progetto L’Aquila per il Pdl”, affila le armi e non fa mistero di essere interessata alle primarie ma il suo potrebbe essere la strategia politica per alzare il prezzo nelle trattative.

La Mannetti non è amata da Giuliante (sentimento ricambiato) e se vuole ritagliarsi un ruolo può farlo solamente al di fuori dai meccanismi locali di partito.

Giuliante sta lavorando, intanto, a una soluzione che potrebbe riportare nell’agone politico Francesco Bonanni, dirigente della Provincia e in passato assessore all’Urbanistica del Comune dell’Aquila.

I rapporti tra i due, per un certo periodo di tempo, sono stati decisamente freddi mentre adesso sono tornati più che buoni. La competenza tecnica di Bonanni è fuori discussione e, ha riflettuto Giuliante, potrebbe tornare molto utile al momento della redazione dei piani di ricostruzione del centro cittadino.

Il possibile ritorno di Bonanni fa emergere un’altra clamorosa novità: l’ex componente della Giunta Tempesta è stato sondato pure da Vito Domenici, che riappare sulla scena politica, quantomeno come stratega, dopo essersene tenuto fuori per alcune disavventure giudiziarie. Domenici è stato coordinatore regionale di Forza Italia in uno delle stagioni migliori del movimento azzurro, quella delle vittorie a cavallo del 2000.

Il senatore Filippo Piccone, che finora si è tenuto distante dalle questioni aquilane ritenendo prematura la discussione sul sindaco (le indicazioni sono di far passare l’estate per capire bene come intende muoversi il partito da Roma e in autunno mettere a punto le modalità di svolgimento delle primarie, che dovrebbero svolgersi tra febbraio e marzo), ha una preferenza mai nascosta per Francesco Carli, attuale presidente di Abruzzo Engineering, e porta ancora un po’ di risentimento nei confronti di Bonanni per l’appoggio dato da quest’ultimo alle regionali del 2008 alla sua avversaria interna Daniela Stati, poi passata con Fini.

Il feeling tra il coordinatore regionale del Pdl e Giuliante, comunque, potrebbe appianare le divergenze.

Enrico Verini (Fli), intanto, ha ottenuto dal leader regionale Daniele Toto l’ok a trattare anche con il centrodestra. Se i mal di pancia dell’Alleanza per l’Italia non dovessero tramutarsi in una rottura definitiva con la maggioranza che governa il Comune e nell’individuazione di un candidato autorevole per il Terzo polo (si parla del deputato Udc Pierluigi Mantini), Verini si troverebbe spiazzato, per cui si è creato una via di fuga agevole, che gli consentirebbe di mantenere coerentemente le sue posizioni contro Cialente e il centrosinistra. (red)

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