L’AQUILA – I destini della Chiesa aquilana, ancora senza guida ufficiale, si incrociano con il clamoroso epilogo del pontificato di Benedetto XVI, che si concluderà il 28 febbraio prossimo: in particolare, il Papa potrebbe nominare il nuovo arcivescovo, una decisione che farebbe parte delle sue ultimissime disposizioni e che farebbe chiarezza all’Aquila dove c’è l’arcivescovo, Giuseppe Molinari, dimissionario per raggiunti limiti di età e un vescovo ausiliare nominato dopo il tragico terremoto del 6 aprile 2009, Giovanni D’Ercole, in attesa di conoscere il proprio futuro in riferimento alla permanenza all’Aquila come titolare.
E così sono giorni di fibrillazione per la curia e il clero aquilano perché alla fine del pontificato di papa Ratzinger per via delle dimissioni shock annunciate per il 28 febbraio alle ore 20, è legato il futuro dell’arcidiocesi dell’Aquila: in città si è in attesa del documento firmato da Benedetto XVI relativa alla nomina del nuovo arcivescovo.
Una investitura importante per le particolari condizioni del territorio aquilano post sisma e alle prese con la ricostruzione degli immobili ma anche con quella, forse ancora più significativa, psicologica e delle coscienze.
Due questioni alle quali la Curia non è certo estranea, visto tra l’altro il vasto panorama di beni ecclesiastici danneggiati con gli ingenti fondi pubblici da destinare a recuperi e ristrutturazioni. Ed ecco che allora c’è la necessità di sbloccare lo stallo: infatti, in curia il titolare, l’arcivescovo Molinari, è dimissionario per raggiunti limiti di età (75 anni il 15 gennaio), mentre è in attesa di notizie monsignor D’Ercole, prelato di origini abruzzesi, volto noto a livello nazionale per la conduzione di trasmissioni Rai.
Una situazione non proprio ottimale visto che tra l’altro periodicamente sono emerse circostanze che farebbero pensare a una “convivenza” non certo priva di problematiche.
Proprio D’Ercole, interessato a rimanere all’Aquila come titolare, nella giornata di martedì scorso, ha incontrato il segretario di Stato, Tarcisio Bertone, al quale durante il colloquio ha espresso la sua posizione e lo stato in cui versa la curia aquilana.
Secondo fonti bene informate della curia aquilana, Bertone avrebbe assicurato che avrebbe parlato al Papa della vicenda aquilana e poi avrebbe dato una risposta. D’Ercole, coinvolto ma poi prosciolto in una inchiesta su fondi per il sociale assegnati dopo il terremoto, è stato accostato alla curia di Terni, una eventualità difficile visto che è emersa la nomina di un amministratore apostolico una decina di giorni fa, fatto che non farebbe pensare a una nomina in tempi brevi del titolare.
In una curia in cui tutti hanno le bocche cucite, “non abbiamo nessuna informazione” è il ritornello dei vari interlocutori ufficiali. Come monsignor Molinari e monsignor D’Ercole: quest’ultimo, oltre alla parentesi dell’incontro con il segretario di Stato non si è mosso dall’Aquila.
In Curia propendono per una soluzione a breve, quindi di una nomina fatta da papa Ratzinger che potrebbe arrivare da un momento all’altro ma comunque entro giovedì alle ore 20: se Benedetto XVI dovesse decidere in extremis la comunicazione potrebbe essere fatta anche tra venerdì e sabato.
Ma c’è anche l’ipotesi di un rinvio con la nomina effettuata dal prossimo Pontefice: e allora L’Aquila avrà nuovo arcivescovo in estate, secondo alcune stime fatte sempre negli ambienti cattolici.






