L’AQUILA – Tornano a disposizione della città dell’Aquila, anche se c’è la ‘grana’ del mancato interramento dei fili elettrici che li sovrastano, i tre campi sportivi di calcio, calciotto e rugby di Centi Colella, sede del Cus L’Aquila, che avevano riportato seri danni in seguito all’installazione della seconda tendopoli più grande nell’emergenza terremoto.

Il battesimo di oggi ha visto la presenza dell’Inter Campus, l’associazione che fa capo alla società nerazzurra del presidente Massimo Moratti e che si occupa di progetti sociali in tutto il mondo, vicina alle sorti sportive e sociali dell’Aquila dopo il 6 aprile 2009.

All’incontro con i cronisti erano presenti il presidente del Cus L’Aquila, Francesco Bizzarri, il coordinatore abruzzese dei professori di educazione fisica dell’Ufficio scolastico regionale dell’Abruzzo, Antonello Passacantando e alcuni rappresentanti dell’Inter Campus, con i bimbi impegnati a rincorrere parecchi palloni sul nuovissimo campo di erba “naturale e non sintetica”, come sottolineato in conferenza proprio da Bizzarri.

“Dobbiamo ringraziare ancora una volta Inter Campus – ha detto – che per il sociale all’Aquila ha fatto e continua a fare moltissimo. Siamo orgogliosi di poter riattivare in una città che ne ha un gran bisogno dei campi rinnovati, dopo aver rimesso in piedi subito dopo il sisma quelle strutture chiuse come le palestre per permettere alle persone di continuare a fare attività fisica grazie al supporto di Protezione civile, Regione Abruzzo e Comune dell’Aquila”.

Ma sulla festa pesa un grave difetto strutturale che continuando ad avere i campi, attraversati da cavi elettrici che da decenni aspettano di essere interrati.

“Sono stati sborsati 110 mila euro in anticipo tra Cus e Comune – ha polemizzato Bizzarri – ma da febbraio la ditta che ha vinto l’appalto non ha ancora cominciato i lavori. Una situazione gravissima, neanche l’Enel riesce a venire a capo nonostante i ripetuti solleciti”.

Bizzarri spera pure che il nuovo rettore dell’Università dell’Aquila, Paola Inverardi, “possa tornare a occuparsi dello sport universitario, letteralmente abbandonato negli ultimi anni”, un chiaro riferimento alla gestione del rettore uscente Ferdinando Di Orio.

“Abbiamo scelto di non invitare le istituzioni politiche – gli ha fatto eco Passacantando – perché da tempo sono molto distanti dalla nostra realtà. Siamo riusciti in questo 2013 a portare ben quattro finali nazionali dei giochi studenteschi, ma forse qualcuno pensa ce le abbiano regalate. Non è così, non è semplice riuscire a farsi affidare competizioni così importanti, ma il nostro lavoro, questa splendida sinergia con il Cus L’Aquila ci spinge a occuparci, come sempre, dello studente al mattino e dell’atleta al pomeriggio”.

“I giovani e i più giovani del nostro territorio hanno bisogno di aggregazione, io dico che i nostri monumenti sono i ragazzi, non soltanto le chiese da ricostruire. Senza giovani, senza una realtà sociale sana, una città non ha futuro, ma qualcuno sembra averlo dimenticato”, ha proseguito.

“Per Inter Campus è un onore continuare a collaborare con L’Aquila, dopo le bellissime esperienze di Scoppito e Fossa – ha commentato Gabriele Raspelli, uno dei tecnici dello staff – è una sensazione incredibile riuscire a far divertire quasi 200 ragazzi su un campo da calcio, in un territorio che ha necessità di dare ai più piccoli la possibilità di crescere insieme, nel nome dello sport e non del mero agonismo”.

Per sabato 7 settembre annunciata la festa con l’Inter Campus al mattino, poi di sera spazio a tutto il mondo del rugby aquilano per i 50 anni del Cus L’Aquila.