L’AQUILA – Sono 13 i ragazzi che durante tutta la scorsa settimana hanno lavorato ininterrotamente al muro di contenimento di via Caldora, di fronte al terminal degli autobus di Collemaggio.

Per i writers, una pausa solo quando il caldo diventava soffocante e l’asfalto rovente. Poi, la sera, spray in mano e di nuovo a lavoro.

La loro impresa si è conclusa domenica scorsa, 8 luglio, e ciò che ne è venuto fuori è un murales senza fine, che con un solo sguardo non si riesce a cogliere interamente. Ma il significato è limpido sotto gli occhi di tutti, grazie anche scritte illuminanti come “Power, Money, Lies” (Potere, denaro, menzogne).

Non a caso il titolo dell’opera è Oppressione e Libertà.

“È una sorta di denuncia del contesto in cui viviamo, sia regionale che nazionale – spiegano con voce unanime i 13 writers aquilani – Parole chiave che rappresentano un po’ i drammi della nostra condizione esplicitata graficamente da una figura in doppiopetto/robotica che con i propri ‘tentacoli’ meccanici cerca di afferrare tutto”.

“In questo caso i graffiti (l’unico momento di colore sulla parete grigia) rappresentano un qualcosa che non riesce a essere afferrato dal soggetto tecnologico/politico/commerciale – puntualizzano i ragazzi – Infatti dai graffiti partono missili, raggi laser per contrastare la morsa della società”.

È la prima volta che nel capoluogo abruzzese nasce un’iniziativa del genere. I ragazzi hanno infatti potuto dipingere con spray e vernici in maniera assolutamente legale, con tutti i permessi del caso.

“L’evento è stato organizzato dalla Hatha Ciudad onlus (che significa la città nell’equilibrio degli opposti) – spiega Angelica Equizi, presidente dell’associazione culturale – grazie all’indispensabile collaborazione dell’assessorato alla cultura e alle politiche sociali, e al finanziamento dell’associazione nazionale comuni italiani per il progetto ‘Verso una città a dimensione studente’, che è riuscita a realizzare all’Aquila un operato dei bravissimi writers aquilani”.

“Questi ragazzi – continua Angelica – hanno terminato dopo una settimana di lavoro svolto con passione e dedizione la loro opera, arricchendo così finalmente di colore il muro di cemento di fronte al terminal di Collemaggio”.

“L’idea era quella di riuscire a riempire tutto il muro di colore e stiamo lavorando e organizzandoci affinché questo sia possibile a breve – concludono i writers – Con la speranza di poter effettuare all’Aquila nuove opere colorate, tipiche ormai di espressione artistica di realtà urbane europee ispirate a questa forma d’arte nata intorno agli anni ’70 nelle periferie degradate di New York, nella nostra città ‘nuova’”.