L’AQUILA – Foglie secche a terra, striscioni penzolanti dalle scale e qualche studente seduto sulle sedie del “posto di blocco” al cancello, come a voler rimanere ancorato all’ultimo baluardo ancora in piedi dopo lo “smantellamento” dell’occupazione dell’istituto Domenico Cotugno.

GUARDA LA FOTOGALLERY

Gli insegnanti escono da scuola come fosse un sabato qualunque, sollevati dal cortile svuotato e dall’occupazione finita.

“È stata una protesta priva di senso – dichiara la professoressa Anna Maria Massari – hanno portato avanti proposte per attività pomeridiane prima di questa settimana, ma per essere presi sul serio non si può occupare la scuola per organizzare corsi di make-up e di cucina!”.

“In passato – spiega la professoressa Marina De Marco – ci sono stati motivi seri per protestare, come quando eravamo divisi in tre sedi diverse che non erano a norma per ospitare studenti”.

Il punto di vista degli studenti al riguardo è molto diverso.

“Uno dei motivi della protesta – spiega Andrea Di Biase, uno studente dell’ultimo anno – era la necessità di poter usufruire dei locali della scuola anche nelle ore pomeridiane”.

“In questi giorni – prosegue – abbiamo organizzato molti corsi che hanno avuto grande adesione: disegno, scrittura, teatro, fotografia, pasticceria, make-up e una sorta di comitato per i comunicati stampa, unico contatto con l’esterno, che abbiamo spedito ai diversi giornali”.

“Credo – conclude lo studente – che il preside si sia accorto di come abbiamo sfruttato seriamente la possibilità che ci è stata data di utilizzare gli spazi scolastici. L’augurio è che i progetti per le attività pomeridiane presentati da alcune liste vengano accolti”.

Per ora dai piani alti nessuna notizia su quale sarà il risultato della loro settimana di protesta: il solito rimprovero corale dei professori “avete perso una settimana” oppure i loro spazi da autogestire?

Per il responso bisogna attendere lunedì.