L’AQUILA – Un summit sul futuro dell’ospedale regionale San Salvatore dell’Aquila e le strategie per trasformarlo in “hub”, ovvero un polo di eccellenza territoriale.
All’incontro partecipano il sindaco Massimo Cialente, il direttore della Asl Giancarlo Silveri, il rettore dell’Università dell’Aquila Ferdinando di Orio e il vice presidente vicario del Consiglio regionale, Giorgio De Matteis.
Uno dei nodi principali, la questione dei 329 precari che a fine marzo rischiano di perdere il lavoro. “Andrà predisposto un piano – ha spiegato De Matteis – che cerchi di limitare al minimo i danni che potrebbero derivare da un mancato mantenimento di questi precari. Si rischierebbe anche la chiusura di alcuni reparti, dobbiamo assolutamente impedire che questo accada, e si deve intervenire in tempi brevissimi”.
Molte le cose ancora da chiarire, a detta di De Matteis: “Il sub commissario Baraldi ha parlato di ospedali ‘super hub’, ci faremo spiegare cosa significa. Così come dobbiamo chiarire cosa esattamente sarà negli ospedali ‘hub’”.
Sul paventato trasferimento di alcuni reparti ospedalieri universitari negli ospedali di Teramo, il vice presidente ha dichiarato: “stiamo affrontando anche questo argomento, non a caso nella riunione è presente il rettore. Faremo in modo che questo non accada”. (e.m.)
DE MATTEIS: “ATTIVATE LE PROCEDURE DI MOBILITA’ E CONCORSUALI”
L’AQUILA – “Dopo la prima ricognizione fatta questa mattina, nel nuovo incontro previsto per la settimana prossima valuteremo più nello specifico le soluzioni per la organizzazione e la funzionalità della Asl Avezzano-Sulmona-L’Aquila, tese ad un miglioramento futuro, pur prendendo atto dei limiti imposti dalla razionalizzazione delle spese che, comunque, non devono incidere negativamente sulla qualità e efficienza dei servizi ai cittadini”.
Lo ha detto il vice presidente vicario del Consiglio regionale, Giorgio De Matteis, al termine dell’incontro svoltosi all’Emiciclo con il sindaco dell’Aquila Massimo Cialente, il rettore Ferdinando di Orio, il direttore generale della Asl 1 Giancarlo Silveri.
“In merito al problema dei precari – ha detto ancora De Matteis – si è stabilito di procedere immediatamente per scongiurare la chiusura di alcuni reparti a seguito del mancato rinnovo dei contratti. In tal senso sono state attivate le procedure di mobilità e concorsuali, per le quali – ha rilevato il vice presidente – riteniamo che valga ancora la normativa vigente relativa al post terremoto, stante la condizione difficile in cui si trova l’ospedale dell’Aquila. È stata, poi, analizzata la situazione relativa alle unità operative complesse e più in generale alla organizzazione degli ospedali, così da evitare la penalizzazione dei presidi della nostra Asl”.
“Infine – ha concluso De Matteis – è stato esaminato il rapporto con l’Università in merito alla necessità di rivedere e riorganizzare la convenzione con la Facoltà di Medicina, per allontanare l’ipotesi di trasferimento di alcune specialità in altri nosocomi”.
PROVINCIA L’AQUILA: PIETRUCCI: “CONFERENZA DEI CAPIGRUPPO”
L’AQUILA – “Chiederò la convocazione urgente della Conferenza dei Capigruppo, alla presenza del presidente della Provincia, Antonio Del Corvo, del presidente del consiglio provinciale ,Filippo Santilli e dell’assessore con delega alla Sanità Luigi D’Eramo, sulla vicenda dei precari della Asl dell’Aquila, che rischiano, in quasi 400 tra medici, infermieri e operatori sanitari, di non poter avere una proroga dei contratti dopo il 31 marzo, con conseguenze gravissime per gli utenti, per i tre nosocomi dell’Aquila, Avezzano e Sulmona, e in particolare e per l’ospedale San Salvatore, nel quale interi reparti andranno incontro alla paralisi o addirittura alla chiusura”. A dichiararlo è il consigliere provinciale dell’Aquila Pierpaolo Pietrucci.
“Si tratta di unità operative complesse di eccellenza, quali, solo per citarne alcune, Oncologia, Centro Trapianti, Endoscopia Digestiva, Terapia Intensiva Pneumologica, Pronto Soccorso e Neonatologia (come dire che all’Aquila sarà più rischioso mettere al mondo bambini…). Il nostro ospedale, che aveva i livelli più alti in regione in termini di mobilità esterna, grazie a poli di assoluta eccellenza a livello nazionale, rischia di cadere sotto la scure dei tagli alla sanità, che avranno conseguenze più nefaste del sisma, dopo il quale, faticosamente e al prezzo di enormi sacrifici, era riuscito a sopravvivere”.
“Dopo la fusione delle Asl Avezzano-Sulmona-L’Aquila, che ha portato a una sommatoria di sofferenze anziché a un’unione di forze, dopo il paradosso per cui i fondi dell’assicurazione sono stati messi in conto economico della nuova Asl unificata, e pertanto andranno a ripianare il passivo, dopo i tagli dovuti alle politiche di risanamento contenute nel piano di rientro elaborato dal sub commissario Baraldi, ora arriva anche la mannaia del decreto Brunetta, che stabilisce per tutti i comparti della funzione pubblica, e pertanto anche quello sanitario, di poter effettuare assunzioni a tempo determinato pari alla metà di quelle effettuate nel 2009. Già, proprio l’anno del sisma, quando, con l’ospedale dell’Aquila a terra e interi reparti nelle tende, la maggior parte dei precari dovette essere dirottata in altri nosocomi”.
“Dunque, per assurdo, questi ultimi andranno a beneficiare, in termini di potenziali assunzioni, di un dato falsato dal sisma e il San Salvatore dovrà interrompere i contratti di avoro a tempo determinato”.
“È questo l’ennesimo sacrificio che il presidente della Regione, Gianni Chiodi, chiede al nostro martoriato territorio? È questo che si intende per garanzia del diritto irrinunciabile alla salute? Un diritto, peraltro, rispetto al quale la politica e i commissari dovrebbero risolvere i problemi, non crearli. Per questo ragione il presidente Chiodi deve chiedere che sia riaperto il tavolo con il Governo per rinegoziare il piano di rientro, stralciando la parte relativa ai tagli al personale, e chiedere una deroga, per la Asl aquilana, al decreto Brunetta, dopo aver perso colpevolmente il treno del Milleproroghe”.
“In definitiva, il presidente della Regione e Commissario alla Sanità, deve chiarire quali sono le sue intenzioni rispetto al San Salvatore, che indica come hub di riferimento, ma poi, nei fatti, impoverisce di risorse finanziarie e in termini di professionalità. Non si può accettare che si continuino a effettuare tagli sulla sanità pubblica, mentre nessuna politica riguarda un ridimensionamento della sanità privata”.
PD L’AQUILA: “SULLA SANITA’ DEROGA AL DECRETO BRUNETTA”
L’AQUILA – “Il Decreto Brunetta, definendo una politica generale di tagli per la funzione pubblica, rischia di mettere in ginocchio la Asl dell’Aquila”. Lo affermano il coordinatore comunale Pd, Francesco Iritale, ed il capogruppo in Consiglio Comunale, Vito Albano.
“Stabilendo, infatti, il principio secondo cui nell’anno corrente si possono effettuare assunzioni a tempo determinato pari alla metà di quelle effettuate nel 2009 la Asl dell’Aquila sarà costretta a effettuare tagli sul personale medico e non tali da portare alla chiusura di numerosi reparti.
Tale ipotesi sarebbe l’ennesimo schiaffo a una città che in questi anni ha già subito innumerevoli sciagure”.
“Il San Salvatore che rappresentava un nosocomio di prima eccellenza in molti reparti rischia di soccombere sotto la scure dei tagli.
Chiediamo subito che sia convocato un tavolo con tutti i soggetti istituzionali interessati per chiedere una deroga all’applicazione del decreto: Chiodi non può subire sempre passivamente le scelte del Governo nazionale”.
RIUNIONE COMITATO SINDACI E SILVERI: CIALENTE ”ASL L’AQUILA COME ALTRE ASL REGIONALI”
L’AQUILA – Un’altra riunione, stamattina, del sindaco dell’Aquila Massimo Cialente che ha riunito in Comune, il Comitato ristretto dei sindaci della Asl dell’Aquila, di cui è presidente, e il direttore generale dell’azienda sanitaria Giancarlo Silveri.
“La riunione – ha spiegato Cialente – si è resa necessaria e urgente per affrontare la situazione, estremamente preoccupante, degli ospedali della provincia dell’Aquila, alla luce della normativa, inserita nella Finanziaria 2010, che prevede tagli delle spese per il 50 per cento rispetto all’anno 2009 sul personale precario. Questa norma, che colpisce l’intera regione, nel caso della Asl aquilana, se applicata, produrrebbe effetti gravissimi, comportando di fatto la chiusura, al 31 marzo, di reparti ospedalieri, attività ambulatoriali, reperibilità”.
“Questo perché – ha proseguito il sindaco – in seguito al sisma la Asl dell’Aquila contrasse nettamente gli organici, trasferendo addirittura negli ospedali della costa o del teramano numerosi sanitari, chiamati ad assistere i 40 mila sfollati aquilani e le persone alloggiate nelle tendopoli, dal momento che il San Salvatore, soprattutto nei primi mesi, era un ospedale da campo, con tende della Protezione Civile. I sindaci del Comitato Ristretto, pertanto, nell’esprimere assoluta contrarietà alla chiusura dei reparti, hanno deciso di convocare al più presto l’assemblea dei sindaci della Asl. Nello stesso tempo, in qualità di presidente, mi hanno conferito mandato di espletare tutti i possibili passaggi a livello governativo affinché la Asl dell’Aquila sia messa nelle stesse condizioni delle altre Asl abruzzesi”.
“In altre parole – ha dichiarato ancora Cialente – a non fare riferimento, in termini di spesa storica, al 2009, un anno nel quale la provincia dell’Aquila è rimasta sospesa nel limbo della disperazione che tutti abbiamo vissuto”.
“Insieme con il sindaco di Castel di Sangro – ha riferito ancora il primo cittadino – subito dopo la riunione, ho preso parte all’incontro che il direttore generale della Asl ha tenuto con tutti i capi dipartimento e ho avuto modo di conoscere e condividere pienamente non solo le loro preoccupazioni, ma anche la loro oggettiva difficoltà a garantire i servizi assistenziali pubblici. Ho pertanto chiesto, avendo parlato con il presidente della Regione Chiodi, almeno due settimane di sospensione di qualsiasi decisione e, sin dal primo pomeriggio, sono in contatto con i ministeri e con il Governo, per trovare una soluzione”.
“Nel corso della riunione – ha concluso – con i capi dipartimento ho comunque ribadito che l’ipotesi di chiusura dei reparti della Asl, in particolare all’Aquila, dove alla qualità indiscutibile delle prestazioni fa penoso contrasto la situazione logistica, non solo è inaccettabile, ma oltretutto frenerebbe il sovrumano sforzo che tutti gli operatori sanitari stanno operando, con sacrifici di tutti i tipi, per ricostruire non solo i reparti, ma soprattutto l’immagine e il ruolo che il nostro ospedale e la nostra facoltà di Medicina avevano non solo in Abruzzo ma in tutto il centro Italia”.





