L’AQUILA – La protesta contro la riforma Gelmini arriva anche alla facoltà di Scienze matematiche fisiche e naturali di Coppito.
Sull’edificio è stato srotolato questa mattina uno striscione su cui spicca la frase “No a ddl Gelmini”, il tanto contestato decreto che in questi giorni sta scatenando forma di protesta in tutto lo stivale.
Nonostante le pessime condizioni meteorologiche (piove ininterrottamente e stamattina, mentre lo striscione veniva posizionato, cadeva anche qualche fiocco di neve), un nutrito gruppo di studenti è salito all’ultimo piano della facoltà di Scienze per posizionare lo striscione “nel punto in cui è più visibile dalle macchine, quelle che transitano su via Vetoio”, specificano gli organizzatori della protesta, che in queste istanti stanno tentando di posizionare un altro striscione presso il blocco 11 della facoltà di Medicina e Chirurgia, sempre a Coppito.
“Questa mattina eravamo una cinquantina di persone, qui a Scienze, a manifestare contro la riforma”, ha detto Michele Di Biase, dell’Udu.
“Per oggi – ha spiegato Mauro Serafini, altro rappresentante dell’Udu – abbiamo messo in piedi questa forma di protesta, sui tetti delle facoltà. Domani saremo a Roma, con gli studenti e il mondo dell’Università, insieme al grande corteo della Cgil, in un appuntamento che sarà una grande occasione per esprimere il dissenso contro il decreto”.
“Il ddl Gelomini va ritirato – dice l’Udu – e gli universitari continueranno anche la prossima settimana e poi ancora prima dell’approvazione definitiva per salvare l’Università pubblica e il diritto allo studio”.
BLITZ AL SALONE DELLO STUDENTE: STRISCIONI E PROTESTE
La protesta degli studenti è arrivata anche al Salone dello studente, l’evento organizzato dall’Università degli studi dell’Aquila e sostenuto dal Fondo sociale europeo che si svolge (oggi è l’ultima giornata) presso la Scuola della Guardia di Finanza.
Qui alcuni studenti hanno attaccato e srotolato uno striscione, firmato dall’Udu, su cui è scritto “L’Aquila: città militare o città dei saperi?”. La scritta polemica è stata posizionata proprio sulla ringhiera che si affaccia sul palazzetto della Guardia di finanza, dove si trovano tutti gli stand delle aziende e degli enti di formazione che partecipano al Salone dello studente.





