L’AQUILA – Un nuovo ricorso piomba sulle elezioni amministrative dell’Aquila.

Stavolta la guerra è tutta in casa Unione di centro e riguarda la nomina a consigliere di Piero Di Piero che sarebbe illegittima, almeno secondo il primo dei non eletti del partito della Vela, l’avvocato Alessandro Piccinini, già capogruppo di Alleanza nazionale nella legislatura 2002-2007.

Secondo il legale aquilano, che ha scritto a quattro mani con la collega Gabriella Bocchi il provvedimento depositato questa mattina presso il tribunale del capoluogo, una norma del 1982 emanata a seguito del terremoto dell’Irpinia sancirebbe l’incompatibilità tra il ruolo di amministratore comunale con quello di progettista della ricostruzione, come nel caso dell’architetto Di Piero.

Per Piccinini emerge “una situazione di conflitto di interessi in cui il controllore è anche controllato”.

“Infatti – aggiunge – appare superfluo sottolineare come essere progettista ovvero direttore di lavori connessi con la ricostruzione e finanziati con denaro pubblico dal Comune, nel quale nel contempo si svolge anche l’attività di consigliere, impedisce o almeno rischia di impedire di svolgere tale attività con la dovuta imparzialità ed equidistanza dagli interessi coinvolti”.

“Tra l’altro – si legge ancora nel ricorso – nel prossimo futuro il Comune dell’Aquila dovrà provvedere a elaborare, emendare e approvare i piani di ricostruzioni che rappresentano presupposto normativo ineludibile per la ricostruzione post-sisma. E ovviamente tutta questa attività si svolgerà in Consiglio comunale”.

La pronuncia del giudice potrebbe sciogliere definitivamente i dubbi che molti si sono posti sulle situazioni di incompatibilità emerse con il sisma del 2009, visto che sono numerosi i casi di componenti delle giunte e dei consigli comunali che esercitano anche la professione privata.

Quello di Piccinini è il quarto ricorso depositato dopo la proclamazione del nuovo Consiglio comunale: in precedenza i candidati sindaco sconfitti al primo turno Enrico Verini (Futuro e libertà) e Angelo Mancini (Italia dei valori) e l’Udeur si sono rivolti alla giustizia amministrativa per chiedere la revisione dell’attribuzione dei seggi effettuata dall’ufficio elettorale centrale. Pierluigi Biondi