L’AQUILA – Sta suscitando non poche polemiche la decisione del Comune dell’Aquila di far pagare l’accesso e la sosta in centro alle auto a partire da gennaio 2014. Sul piede di guerra, su tutti, i commercianti del centro storico, che hanno riaperto tra mille difficoltà.
“È un provvedimento iniquo che costituisce un ulteriore ostacolo alla ripresa del centro storico e che, onestamente, sembra andare contro il buon senso”, osserva il presidente della Confcommercio dell’Aquila, Celso Cioni, che bolla l’ordinanza comunale come “discutibile e affatto efficace”.
L’ordinanza firmata dal comandante dei vigili urbani Eugenio Vendrame fa riferimento all’istituzione, dall’anno entrante, del divieto di transito in centro storico di veicoli non autorizzati, intendendo tutti quelli sprovvisti di bollini a pagamento rossi o verdi che permetteranno l’accesso nelle zone a traffico limitato.
“Da dopo il terremoto i commercianti del centro hanno cercato di ricreare lo sviluppo socio-economico della città, ma con questo provvedimento si impedisce questa sana iniziativa – aggiunge Cioni – Quando si è deciso per questi bollini, nessuno ha pensato a convocare le categorie e le associazioni più rappresentative del settore, si è deciso a tavolino, senza notificare nulla a nessuno”.
“Si tratta di un comportamento dell’amministrazione pubblica molto discutibile. Caricare e scaricare merci a pagamento, non mi sembra un problema all’ordine del giorno all’Aquila, piuttosto dovremo occuparci di come far rivivere il centro storico”, continua.
Far pagare un bollino di accesso a tanti commercianti “che già stentano a chiudere il bilancio a fine mese” sembra essere davvero “una presa in giro”.
“Nel 2010 – spiega – abbiamo proposto al Comune un progetto e un plastico che proponeva un’iniziativa per la rinascita del centro martoriato; quel lavoro frutto di 4 mesi di lavoro e più di 600 tecnici è chiuso nei cassetti del Comune”.
La mancanza di “attrattori commerciali”, ovvero quelle attività che le persone sono costrette a frequentare, come uffici e università potrebbero riportare un po’ di vita nel centro della città, “vorremmo che gradualmente, non a breve perché richiede del tempo, si possa intraprendere un percorso con le amministrazioni pubbliche e le associazioni di categoria per ripopolare il centro storico”.
“Dove non ci sono gli attrattori, non ci sono attività commerciali, si pensi alla differenza tra il deserto del Sahara, dove non ci sono uffici o attività commerciali e New York”, dice ancora Cioni, che conclude sarcasticamente: “All’Aquila i bollini li eviterei, perché sono più indicati alle banane che al nostro centro storico”. Sandra Console



