L’AQUILA – “In qualità di presidente del Consiglio comunale dell’Aquila, a titolo personale e come collega del foro aquilano, esprimo tutta la mia solidarietà all’avvocato Simona Giannangeli, presidente del centro antiviolenza Donatella Tellini”. 

Queste le parole dell’avvocato Roberto Tinari, presidente del Consiglio comunale dell’Aquila, che con una nota ha espresso solidarietà alla collega che lunedì scorso ha trovato le ruote della sua automobile squarciate, fuori il Tribunale dell’Aquila.

“Si è trattato di un gesto spregevole e meschino messo in atto proprio fuori il Palazzo di Giustizia nei confronti di una professionista che ogni giorno, al suo interno, mette in campo competenze e dedizione per contrastare fenomeni violenti e discriminatori nei confronti delle donne”, ha aggiunto Tinari.

“L’assessorato alle Politiche Sociali e l’Amministrazione tutta del Comune di Scoppito esprimono profonda indignazione per l’ignobile gesto intimidatorio commesso nei confronti dell’avvocato Simona Giannangeli, da sempre impegnata a tutela dei diritti delle donne ed alla diffusione delle buone pratiche per la lotta e il contrasto alla violenza di genere. Sempre maggiore sarà l’impegno di questa Amministrazione nell’opporre un fronte unito a chi usa la violenza piuttosto che la ragione”, si legge invece in una nota a firma dell’assessorato alle politiche Sociali del Comune di Scoppito.

Esprimo a nome di tutta Rifondazione Comunista la massima solidarietà all’avvocata Simona Giannangeli, presidente dell’associazione Donatella Tellini – Centro Antiviolenza dell’Aquila. Conosco Simona da tanti anni e so con quale rigore porta avanti il suo impegno sul piano sociale, civile e professionale”, si legge invece in una nota a firma di Maurizio Acerbo, segreterio nazionale Rifondazione Comunista.

“Chi ha tagliato le gomme a Simona evidentemente è infastidito dalla determinazione nel difendere i diritti delle donne e più in generale di chi subisce violenze e ingiustizie. Simona è una compagna femminista che non si lascia certo intimidire da qualche vigliacco. Penso che l’intera comunità aquilana e abruzzese debba esserle vicina. Auspico che magistratura e forze dell’ordine individuino i soggetti che la minacciano”, conclude.

Il Patto per le donne,  documento che, su iniziativa della Commissione regionale per le Pari Opportunità è stato recentemente presentato e sottoscritto dai quattro candidati presidenti alla Regione, non può non tenere conto di un dato allarmante, come quello che vede un’escalation di violenza, non solo verbale, contro le donne impegnate su fronti diversi nella politica abruzzese, intesa come cura della comunità.

L’animalista Cristiana Graziani, alla quale hanno fatto trovare interiora di animali in una busta fuori casa, l’avvocato Simona Giannangeli che ha avuto le gomme dell’automobile squarciate sono stati solo due tra gli esempi più eclatanti, è il messaggio di solidarietà a firma di Emanuela Iorio, candidata consigliere alle prossime elezioni regionali, in appoggio al candidato presidente Giovanni Legnini.

“Come non possono ignorarlo i candidati presidenti che dovrebbero, devono anzi, perché ne hanno il dovere morale, abbassare il livello di scontro verbale che si registra che è purtroppo ancora più estenuato dalla campagna elettorale.

Nell’esprimere loro tutta la mia solidarietà, dico che non possiamo più stare zitti. C’è bisogno di un’immediata presa di coscienza sull’aumento generale della violenza che si sta registrando nel Paese, della quale purtroppo l’Abruzzo non è esente. E sul dato preoccupante che vede le donne più esposte a minacce e intimidazioni”, conclude la Iorio.

“I quattro pneumatici squarciati davanti al Palazzo di Giustizia dell’Aquila sono un chiaro segno di intimidazione contro l’avvocatessa Simona Giannangeli, presidente del Centro antiviolenza Donatella Tellini dell’Aquila, a cui D.i.Re, Donne in rete contro la violenza, la rete nazionale dei centri antiviolenza, esprime tutta la propria solidarietà. Nei giorni in cui la violenza maschile continua a colpire con inaudita brutalità donne e bambini, questo gesto solo apparentemente meno grave conferma l’importanza di sostenere chi lavora nei centri antiviolenza. D.i.Re chiede alle istituzioni un impegno più concreto in tal senso, riconoscendo il valore imprescindibile dell’instancabile lavoro che da oltre 30 i centri antiviolenza della rete D.i.Re portano avanti per contrastare la violenza maschile contro le donne”, si legge invece in una nota a firma di Cristiana Scoppa, di D.i.Re Donne in rete contro la violenza.

È stata la stessa Giannangeli a divulgare l’increscioso episodio, ribadendo che, “queste intimidazioni non mi spaventano, vadi avanti!”.

“Ho richiesto l’intervento di una pattuglia della Polizia – ha raccontato la Giannangeli – e gli agenti intervenuti hanno constatato che, in realtà, le gomme erano state tagliate con una specie di punteruolo. Già il 9 gennaio sempre all’esterno del Palazzo di Giustizia, avevo rinvenuto una gomma a terra e, ad una verifica, si è stabilito che era stata spezzata la valvola”.

“So che queste azioni squallide e meschine, sono state compiute da chi non conosce altro strumento che quello dell’intimidazione. Questi atti vergognosi non mi faranno desistere dal continuare a svolgere il mio lavoro con coerenza e determinazione, contro ogni forma di sopraffazione e violenza”, ha ribadito.

“Tutto ciò rafforza ulteriormente il mio convincimento della necessità di lottare, fuori e dentro le aule di giustizia, contro ogni forma di violenza maschile contro le donne. Questi gesti non mi intimidiscono né mi faranno arretrare di un passo. A chi mi chiederà come faccio ad essere certa che il responsabile sia stato un uomo, dirò che lo so e basta!”, ha concluso.