L’AQUILA – Slitta ancora la data per il trasferimento del Rettorato dell’Università dell’Aquila nella storica sede di palazzo Camponeschi, già sede della facoltà di Lettere e Filosofia, restituito alla città il 29 settembre scorso. Per il rientro ufficiale, infatti, bisognerà attendere ancora un mese.

A confermarlo ad AbruzzoWeb Il direttore generale dell’Università, Pietro Di Benedetto.

Con diversi mesi di ritardo, dinamica ormai tipica in una vicenda di ricostruzione post-terremoto 2009 tutta incentrata sugli slittamenti temporali, dal prossimo agosto, una volta conclusi i collaudi, l’edificio tornerà a ospitare gli Uffici amministrativi dell’Università, anche se non tutti.

La data per l’ormai attesissimo rientro nel centro storico, infatti, inizialmente era stata fissata a gennaio 2018, poi slittata a primavera, a causa del mancato completamento degli allacci alla rete del gas, poi ancora a giugno, per i collaudi che ancora non sono stati completati.

“Il Provveditorato alle opere pubbliche, che è la stazione appaltante, sta effettuando gli ultimi collaudi. Proprio in questi giorni è stato terminato quello relativo all’impianto di riscaldamento – spiega Di Benedetto -, tutto procede, non abbiamo riscontrato problemi per ora, ma servono i tempi tecnici per la conclusione di questa fase, poi potremmo finalmente rientrare nella nostra storica sede. Noi siamo pronti”.

Alla domanda se non si rischia l’ennesimo slittamento, il direttore generale dell’Univaq risponde: “Per  fine luglio, inizia di agosto dovremmo farcela, le condizioni ci sono tutte, ma bisogna verificare la funzionalità degli impianti”.

Ma non tutti potranno tornare a Camponeschi, “sposteremo solo una parte degli Uffici, lo spazio non è molto e in più adesso abbiamo una sala conferenze e una per le riunioni – aggiunge -. Dovremo continuare ad avere una duplicità di uffici. Una parte sarà trasferita a palazzo Ciavoli-Cortelli, che si affaccia su piazza San Pietro, sempre nel centro storico dell’Aquila”.

Ad attendere con ansia il momento del rientro ufficiale anche la rettrice dell’Università, Paola Inverardi: “Ci siamo, ormai manca davvero poco, non vediamo l’ora di poterci riappropriare della nostra storica sede”.

Un momento che avrà un duplice valore nella Ricostruzione aquilana, fisica e sociale, perché “bisogna tornare a vivere il centro e la città senza paura e questo è certamente uno step importante, il cuore amministrativo dell’Università deve tornare tra quelle vie, a volte dimenticate dai cittadini”, come ha ricordato in più occasioni la rettrice.

I lavori per il ripristino di Palazzo Camponeschi, per un importo di 8 milioni di euro al netto del ribasso offerto del 32,468 per cento e comprensivo di tutti gli oneri per la sicurezza e le progettazioni definitiva ed esecutiva, sono partiti a maggio del 2014, quando ha preso il via una vera e propria peripezia, finita ben 3 anni dopo, caratterizzata da stop burocratici, ricorsi e intoppi, Subito dopo è iniziata l’odissea per il rientro del Rettorato, che potrebbe però concludersi nel giro di 30 giorni.