L’AQUILA – Nuova protesta in catene per un aquilano, Valter Tudico, sfollato dopo il terremoto del 6 aprile 2009, per denunciare il provvedimento di revoca da parte della Struttura per la gestione dell’Emergenza (Sge) dell’assistenza alberghiera nonostante non abbia una sistemazione alternativa.
Oggi l’uomo si è incatenato nell’aula consiliare di Palazzo dell’Emiciclo, dove era in corso una seduta del consiglio comunale.
Venerdì scorso si era incatenato davanti a palazzo Silone, sede della Giunta regionale e dell’ufficio del commissario per la Ricostruzione.
Tudico denuncia di non avere una sistemazione alternativa all’albergo per sé, la moglie e la figlia, poiché nella casa che aveva in affitto prima del sisma è andata a vivere la proprietaria.
La protesta di oggi è stata interrotta dopo avere ricevuto rassicurazioni dal sindaco dell’Aquila, dal presidente del consiglio comunale e dallo stesso presidente della regione e commissario per la ricostruzione, intervenuto alla seduta del consiglio incentrata sulla sanità.
“Ho protestato ancora – ha detto l’uomo – perché le istituzioni devono risolvere il mio caso in quanto non so dove andare a vivere con la mia famiglia. Ho desistito dalla protesta perché Cialente, Benedetti e Chiodi si sono interessati alla mia vicenda, assicurandomi una soluzione”.
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