L’AQUILA – Quasi 250 mila volumi recuperati e a breve una soluzione per l’assenza della connessione Internet.

Sono i dati della biblioteca “Salvatore Tommasi” dell’Aquila, sottolineati dalla dirigenza della struttura, che si sta sforzando di ripristinare tutti i servizi dopo il sisma del 6 aprile 2009.

La dottoressa Maria Concetta Ruffo, direttrice della biblioteca dal marzo 2011, racconta di “un impegno costante per offrire il meglio agli utenti”.

“Degli oltre 260 mila volumi – afferma con orgoglio – solo 15 mila sono ancora da recuperare. Per lo più dei settori di Linguistica e Letteratura classica. Tutti gli altri sono stati puliti e risistemati. È stato un lavorone ma ha reso la biblioteca molto più moderna di quanto non fosse prima”.

I frequentatori della “Tommasi”, ascoltati appena una settimana fa, si erano mostrati nel complesso soddisfatti della nuova sede di Bazzano (L’Aquila), ma allo stesso tempo hanno rilevato alcune problematiche alle quali la dottoressa Ruffo ha voluto rispondere.

Il problema più grave è senza dubbio l’assenza della connessione a Internet.

“Un problema transitorio – risponde –  ma la cui responsabilità non si può attribuire alla biblioteca. La Telecom aveva messo a disposizione una connessione per un periodo di tempo limitato, appena dopo la riapertura. Dopo un po’, però, il compito è passato in carico al settore Informatico della Provincia. Al momento c’è una sospensione temporanea del servizio, solo per il tempo necessario a fare i lavori, e a migliorare la connessione”.

“Noi sollecitiamo quotidianamente la risoluzione del problema – prosegue – del resto è nel nostro stesso interesse risolvere la questione il prima possibile. Non sappiamo neanche noi a chi addebitare le colpe; ci rendiamo conto che la Provincia ha un carico di lavoro enorme”.

“I lavori comunque sono in chiusura – promette la Ruffo – tra oggi e domani riavremo la connessione”.

Un altro dei miglioramenti che in molti hanno riscontrato è l’assenza di un divisorio tra l’ingresso-banco richieste e la sala lettura.

“La realizzazione del divisorio è in programmazione – annuncia – Ci rendiamo conto di trovarci di fronte a un problema reale, che in molti segnalano, ma non è a noi che bisogna rivolgersi, del resto abbiamo delle limitazioni legate alle risorse economiche a nostra disposizione e a problemi di tempo che non dipendono da noi”.

A proposito della scelta del nucleo industriale di Bazzano per la nuova sede della biblioteca la Ruffo commenta: “Non è stata una scelta dirigenziale, ma politica, riferibile alla vecchia amministrazione provinciale – dichiara – L’idea iniziale era di creare un polo culturale unico, e infatti c’è la biblioteca della facoltà di Lettere filosofia, l’Archivio di Stato, la Direzione regionale ai beni culturali e paesaggistici d’Abruzzo, la Deputazione di storia patria, alle quali siamo collegati e con le quali collaboriamo”.

“Capisco che evidentemente non c’erano alternative – prosegue – soprattutto considerando la necessità di avere a disposizione uno spazio molto grande per l’archivio, ma non siamo felici della posizione perché a parte Lettere e filosofia, che tra l’altro a breve si trasferirà in centro nella vecchia sede dell’ospedale San Salvatore, siamo lontanissimi da tutte le altre facoltà”. 

“Dal canto nostro ci stiamo adoperando per risolvere il problema – annuncia la Ruffo – attraverso un servizio navetta, messo a disposizione dalla Provincia, che permetta a chi non ha mezzi propri di raggiungerci senza problemi; sarebbe un forte segnale della buona disponibilità dell’amministrazione per supplire alle carenze altrui”.
 
“Inoltre stiamo facendo di tutto per creare delle attrattive, così da aumentare in numero degli utenti – continua – Organizziamo degli eventi con una certa continuità, anche se è difficile ricostruire quello che avevamo prima, specie considerando che siamo stati fermi per due-tre anni”.
 
“Il presidente della Provincia, Antonio Del Corvo – aggiunge la direttrice – quando è venuto a visionare la nuova biblioteca è rimasto colpito negativamente dell’attuale situazione. Lui, come tutti noi, desidera che si torni al più presto in centro. Speriamo che quando effettivamente si inizierà a ricostruire la città, si darà la precedenza agli uffici pubblici, perché solo così si ridarà linfa vitale al centro storico. Ma passerà molto tempo prima che potremo tornare nella sede storica, auspichiamo almeno un riavvicinamento, ad esempio nei pressi dell’autoparco provinciale, vicino alla Basilica di Santa Maria di Collemaggio”, conclude la direttrice Ruffo.