L’AQUILA – Maxi stangata con condanne fino a 16 anni da parte del tribunale dell’Aquila, presieduto da Monica Croci, nel processo per un fiorente giro di cocaina all’Aquila con la contestazione, in alcuni casi, dell’associazione a delinquere.

Nel corso delle indagini della polizia sono spuntate situazioni davvero incresciose come il fatto che alcune donne, impossibilitate a pagare lo stupefacente, si sarebbero prostituite per saldare i conti anche se poi erano accettati anche gli orologi.

La droga veniva acquistata a Roma, Tivoli e nella Marsica per poi essere sotterrata nei pressi dei cimiteri dell’Aquila, Ocre e Bagno.

L’inchiesta è nata dopo che la polizia ha sorpreso alcuni proprio mentre stavano sotterrando lo stupefacente. Gli imputati sono per lo più albanesi ma ci sono anche degli aquilani con ruoli secondari.

I giudici hanno inflitto 16 anni a Idajet Saliaj, accusato di reato associativo, 10 anni a Marius Lazaj, 8 anni a Thair Selmanj,  Misrad Aljiaa ha avuto una condanna a sette anni e la  stessa pena è stata inflitta a Adi Saliaj  e  a Kujtim Saiti.  Sette anni di carcere anche per  El Mati Ettalhaouy, Lokman Dauti  ha avuto invece una pena di sei mesi e, invece, dieci mesi con la condizionale sono stati comminati ad Andrea Falancia accusati entrambi di condotte molto meno gravi.

Da segnalare, inoltre, che sono stati inflitti 4 anni e un mese a Thairi Berat per il quale il pm aveva richiesto una pena assai più pesante per l’associazione poi caduta, mentre è stato assolto Bledar Shedaj entrambi difesi dall’avvocato Mauro Ceci. Assolto  con formula piena anche Cesare Zugaro, assistito dall’avvocato Gaetano Petrilli.

Il collegio difensivo, che ricorrerà in appello, è formato dai legali Pasquale Milo, Antonio e Francesco Valentini, Marzia Lombardo.