L’AQUILA – “La Regione smantella i servizi sociali nei territori montani”.

Ritorna sull’argomento con un intervento a gamba tesa Goffredo Juchich, segretario del circolo di Rifondazione comunista “Casamobile” dell’Aquila e operatore sociale con la cooperativa ‘Leonardo’, che in una recente intervista ad AbruzzoWeb aveva espresso forte preoccupazione proprio per la situazione dei servizi sociali nell’Aquilano.

“Nel corso della campagna elettorale con l’assessore regionale alle Politiche sociali Paolo Gatti – commenta Juchich – e molti consiglieri regionali impegnati nella corsa allo scranno in parlamento il Bura del 16 gennaio pubblica la Legge regionale Legge Regionale n° 1/2013 con oggetto: Modifiche ed integrazioni alla legge regionale 17 dicembre 1997, n. 143 (Norme in materia di riordino territoriale dei Comuni. Mutamenti delle circoscrizioni, delle denominazioni e delle sedi comunali. Istituzione di nuovi Comuni, Unioni, Fusioni), disposizioni in materia di riassetto degli enti del territorio montano e norme in materia di politiche di sviluppo della montagna abruzzese”. In poche parole dispone la soppressione delle Comunità Montane. Il provvedimento voluto dall’assessore regionale Carlo Masci è stato ampiamente discusso nella prima Commissione Regionale permanente Enti Locali, che l’ha respinto, e viene contestato da Associazioni, Sindacati e Presidenti delle Comunità Montane che hanno messo in evidenza, nel corso di decine di audizioni, i gravi danni che la sua attuazione provocherà alla rete dei servizi sociali nei Piccoli Comuni e alla Montagna Abruzzese”.

“Bisogna sapere che l’erogazione dei servizi di assistenza domiciliare alle fasce deboli della popolazione sulle nostre montagne viene fornito dalle Comunità Montane – spiega l’esponente di Rifondazione comunista – che esternalizzano il comparto alle cooperative sociali. Venendo meno l’ente appaltatore la paralisi definitiva della rete di sostegno è pressoché inevitabile con ricadute pesantissime in termini occupazionali tenuto conto che nelle cooperative lavorano in abruzzo oltre 500 operatori già in condizioni difficilissime a causa dei tagli inesorabili ai fondi per la non autosufficienza. La Regione sta di fatto smantellando i servizi sociali senza prevedere un percorso per mantenere in vita le convenzioni che garantiscono a migliaia di persone in difficoltà il quotidiano sostegno dell’operatore sociale”.

“È urgente – continua – riprendere immediatamente in mano la situazione e programmare il futuro di lavoratori e utenti. Se le Comunità Montane dovranno abbandonare il territorio è assolutamente necessario che qualcuno si faccia carico di far sopravvivere nel territorio i servizi sociali e chi attualmente lavora nel settore”.

“Il Prc da sempre in lotta con gli operatori sociali – conclude Juchich – si prepara alle forme più dure di protesta se si perseverà sull’irresponsabile strada dello smantellamento del welfare nei nostri territori montani”.