L’AQUILA – Nello stesso giorno il Comune sblocca i lavori e la procura fa sequestrare il cantiere!

È diventata un pastrocchio la vicenda della S.Print Srl, la società che si era vista sospendere la realizzazione della sede all’interno del Nucleo industriale di Pile, nella zona Ovest del capoluogo, da parte dell’ispettorato urbanistico del Comune dell’Aquila, che aveva denunciato la mancanza di un iter autorizzativo corretto nonostante la procedura seguita fosse uguale a quella applicata da altri enti privati per costruire sedi già realizzate.

AbruzzoWeb aveva sollevato il caso, segnalando il rischio che, se per analogia l’ispettorato avesse riscontrato le medesime irregolarità negli edifici già tirati su, come le sedi Cgil, Uil o la Casa del volontariato, in tal caso le stesse avrebbero corso un serio rischio di demolizione.

Sull’impasse è intervenuto con decisione il sindaco, Massimo Cialente, che, intuendo il rischio di possibili super-richieste di risarcimento, in una serie di riunioni infuocate ha sedato la guerra tra due suoi settori, l’edilizia, per la quale è sempre stato tutto ok, e l’ispettorato, per il quale S.Print non deve cominciare a costruire.

E oggi è arrivato l’esito positivo della vicenda, almeno per quel che concerne l’amministrazione comunale, confermato dall’assessore all’Urbanistica Roberto Riga, che inizialmente non era a conoscenza del caso e aveva promesso: “Mi informerò”.

“Non c’è stata nessuna ordinanza di demolizione, ma solo un’ordinanza di sospensione dei lavori per un’unica società, la S.Print”, ha scritto in una nota.

“A seguito del tavolo tecnico tenutosi presso la sede comunale con gli uffici competenti e il Consorzio per lo sviluppo industriale – ha aggiunto – si è ritenuto possibile adottare immediatamente il provvedimento di revoca dell’ordinanza di sospensione lavori edili emessa nei confronti della sola società S.Print”.

Questo perché, ha concluso Riga, “dalle verifiche effettuate è risultato tutto pienamente legittimo e autorizzato”.

Caso risolto, allora? Neanche per idea. Perché proprio oggi, beffa delle beffe, le forze dell’ordine hanno messo i sigilli all’area del cantiere.

La motivazione, un esposto presentato ai pm dallo stesso ispettorato urbanistico che, evidentemente, tutt’altro che persuaso continua a ravvisare irregolarità.

Per la seconda volta, insomma, il Comune smentisce se stesso e ora la vicenda rischia di intrecciarsi ancor di più: secondo quanto appreso, infatti, la S.Print ritiene la sua immagine lesa dall’accaduto ed è pronta a ricorrere alle vie legali, spettro peraltro già evocato a questo giornale dall’avvocato della società, Fausto Corti.