L’AQUILA – Sono stati proclamati da poche ore i 32 nuovi consiglieri comunali dell’Aquila ma già sull’assemblea della legislatura 2012-2017 incombono minacce di ricorsi che potrebbero variare gli equilibri tra maggioranza e opposizione.

Ci sono sul tavolo almeno due questioni spinose: l’esclusione di Angelo Mancini e la proporzione tra rappresentanti dell’uno e dell’altro schieramento, vicende legate entrambe a sentenze del Consiglio di Stato.

Nel primo caso il precedente riguarda il Comune di Bollate, nel Milanese, dove un candidato sindaco sconfitto che si è apparentato con il vincente è stato estromesso dal Consiglio, nel secondo c’è una sentenza recentissima, del 21 maggio, riferita alle elezioni di Chioggia (Venezia) che ribalta una precedente che aveva stabilito in 20 a 12 i rapporti di forza nell’aula.

Il nuovo pronunciamento, invece, riporta al precedente 19 a 13 il numero dei consiglieri assegnati rispettivamente alle liste collegate al sindaco rispetto a tutte le altre sconfitte e non apparentate.

Se l’ufficio centrale avesse tenuto conto di questa sentenza avrebbe tolto un seggio al Pd, attualmente assegnato ad Alì Salem, ultimo degli eletti, attribuendone uno in più allo schieramento “L’Aquila città aperta” di Giorgio De Matteis, che per soli tre voti (in percentuale un millimetrico 0,005%), ha una cifra elettorale superiore a quella dell’altro candidato sindaco sconfitto Enrico Verini (Fli).

Anche all’interno delle liste del cartello civico-centrista i seggi si misurano su pochissime preferenze: il tredicesimo quoziente, infatti, è dell’Udeur, nella persona di David Filieri, che supera di soli sei voti quello di Giuseppe Tiberio dell’Mpa.  

Un caos, insomma, e la non univocità dell’interpretazione della legge elettorale non aiuta a sbrogliare la matassa, per cui il ricorso alla giustizia amministrativa è quasi la via obbligata per dirimere le singole questioni.

Così, tra pochi giorni, sul tavolo del Tar dell’Aquila potrebbero arrivare i ricorsi di Mancini, delle liste che hanno sostenuto De Matteis e di Verini, i primi due per vedersi riconosciuti i seggi, il terzo per chiedere il riconteggio dei voti.

LA PROCLAMAZIONE UFFICIALE

L’Ufficio centrale ha proclamato eletti i 32 consiglieri del Comune dell’Aquila, in seguito alle elezioni che si sono svolte il 6 e 7 maggio (primo turno) e il 20 e 21 maggio (ballottaggio).

Questo il dettaglio, come risulta dal verbale dell’Ufficio centrale. Pd, 9 seggi: Stefania Pezzopane, Alfredo Moroni, Maurizio Capri, Antonella Santilli, Antonello Bernardi, Stefano Palumbo, Carlo Benedetti, Pietro Di Stefano, Alì Salem. Api, 3 seggi: Giuseppe Ludovici, Roberto Riga, Ermanno Giorgi. Socialisti riformisti, 2 seggi: Gianni Padovani, Antonio Nardantonio. Cattolici democratici, 2 seggi: Salvatore Placidi, Adriano Durante. Federazione della sinistra, 1 seggio: Enrico Perilli. Sel, 1 seggio: Giustino Masciocco. Idv, 1 seggio: Giuliano Di Nicola. L’Aquila oggi, 1 seggio: Fabio Cortelli. Mpa, 3 seggi: Vito Colonna, Emanuele Imprudente, Roberto Tinari. Udc, 2 seggi: Piero Di Piero, Raffaele Daniele. Prospettiva 2022, 1 seggio: Luigi D’Eramo. Tutti per L’Aquila, 1 seggio: Daniele Ferella. Pdl, 1 seggio: Guido Quintino Liris. Giorgio De Matteis, Pierluigi Properzi, Vincenzo Vittorini, Ettore Di Cesare (candidati sindaco non eletti).