L’AQUILA – “Gli aquilani non se ne sono andati, ma sono tutti qui!”. Questo ha detto il sindaco dell’Aquila Massimo Cialente solo qualche sera fa, davanti alla folla gremita presente al concerto di Fiorella Mannoia.
A smentirlo, pochi giorni dopo, arrivano però i dati del ministero dell’Istruzione sulle iscrizioni degli alunni aquilani per l’anno scolastico che sta iniziando: solamente nella provincia dell’Aquila ci saranno più di mille alunni in meno rispetto all’anno passato. Qualcuno, insomma, se n’è andato, eccome.
L’anno scolastico 2010-2011, che all’Aquila ripartirà per alcune scuole già dal prossimo 6 settembre, registra infatti nel capoluogo un calo delle iscrizioni notevole rispetto all’anno passato, una contrazione molto probabilmente dovuta agli effetti del terremoto del 6 aprile 2009 e alla decisione di numerose famiglie di trasferirsi altrove, anche fuori i confini regionali.
Il direttore generale dell’Ufficio scolastico regionale per l’Abruzzo, Carlo Petracca, ha fornito i dati regionali complessivi sulle iscrizioni: “Risulta – spiega – che quest’anno presso le scuole dell’infanzia, le primarie e le scuole secondarie di primo e secondo grado si sono iscritti in Abruzzo 180.361 studenti, contro i 181.700 dell’anno scorso”.
Ben 1.339 in meno. Un dato che farebbe pensare al generale decremento nelle nascite che affligge il nostro paese ormai da anni.
Andando invece ad analizzare la situazione delle iscrizioni all’Aquila e provincia, si comprende subito che il tasso di natalità non c’entra, o comunque è una spiegazione parziale del fenomeno.
“L’anno scorso – afferma Petracca – in provincia erano 39.314 gli studenti iscritti, mentre da settembre saranno 38.281 coloro che torneranno sui banchi di scuola”.
Una flessione significativa, che si traduce in un danno non da poco per L’Aquila, se pensiamo anche che 1.033 bambini e ragazzi in meno significano tante famiglie che hanno abbandonato la città, duramente colpita dal terremoto del 6 aprile 2009.
Il dato evidenzia dunque un paradosso: a settembre dell’anno scorso le famiglie aquilane erano più motivate a rimanere in città rispetto a quest’anno, nonostante la piena situazione di emergenza che si stava vivendo in quel momento.
I dati delle altre province non sono ugualmente confortanti: Chieti passa dalle 54.302 iscrizioni del 2009 a 53.927 di quest’anno, anche Teramo scende da 42.241 a 41.916.
L’unica eccezione in positivo si trova a Pescara, dove si registra un aumento di quasi 400 iscrizioni: quest’anno nelle scuole ci saranno 46.237 alunni, mentre l’anno scorso se ne contavano 45.843.
“Presumibilmente – ha affermato Petracca – questo dato si spiega col fatto che molte famiglie aquilane si sono trasferite, a seguito del terremoto, nella provincia di Pescara, iscrivendo i propri figli nelle scuole cittadine”.
Il fatto che non abbiano lasciato l’Abruzzo, ma solo la loro città, è comunque una magra consolazione per un capoluogo ancora sofferente, che avrebbe bisogno di cittadini combattenti e non in netta ritirata. (e.m)






