L’AQUILA – “Da circa dieci anni gli studenti di Paganica sono costretti a frequentare scuola con notevoli difficoltà. Infatti la stessa struttura presenta problemi di varia natura: infiltrazioni d’acqua dalle uscite di emergenza, da lucernai e dalla copertura della palestra. Infissi rotti, finestre prive tendine parasole, termoconvettori ad aria calda presenti nei vari ambienti, che non vengono sanati regolarmente”. 

La denuncia arriva da alcuni rappresentanti di classe della scuola media della frazione aquilana di Paganica, che lamentano il degrado e la scarsa sicurezza della struttura. 

I genitori si dicono “stanchi di mandare i nostri figli in una scuola precaria e dove, tra l’altro, mancano i previsti requisiti di sicurezza, sia all’interno dell’edificio che all’esterno della struttura. Infatti, essa è situata sulla strada provinciale per Onna, dove transitano camion, autobus e autovetture a velocità sostenuta mettendo a rischio l’incolumità dei ragazzi, i quali sono esposti a forti rischi per la propria salute”, si legge in una lettera inviata alla redazione di AbruzzoWeb dai rappresentanti.

Gli stessi sottolineano che della problematica sono stati informati, in più occasioni, i vigili urbani, il prefetto, la Provincia e lo stesso Comune dell’Aquila, che però “non hanno mostrato alcun e a risolvere la questione”.

“Desideriamo ricordare che la struttura è formata da un insieme di container, ‘contenitori per trasporto merci’, ed è ricoperta con un tetto in legno, il tutto assemblato circa dieci anni fa, a seguito del sisma del 6 aprile 2009”, precisano.

La scuola è stata realizzata per nella fase dell’emergenza grazie al contributo della Provincia autonoma di Trento, per permettere agli studenti di Paganica e dell’intera zona dell’Aquila Est di intraprendere le relative attività didattiche. 

“Le aule sono di dimensioni ridotte, circa 30 metri quadrati, capaci di ospitare non più di 15/16 alunni – aggiungono i rappresentanti di classe – Attualmente le classi sono composte da 20 e 21 studenti. Alcuni banchi, posti in prossimità dell’uscita dall’aula, ostruiscono  l’uscita dei ragazzi in caso di un’evacuazione”.

Inoltre, “La palestra per le attività motorie, realizzata con copertura pressostatica, è piccola. Il docente è costretto a dividere il campo a metà per far allenare due classi contemporaneamente. Dal tendone ci sono infiltrazioni d’acqua, probabilmente dovuta anche alla condensa che si crea con gli sbalzi termici. D’inverno è molto fredda e nelle giornate di caldo c’è un alto tasso di umidità”, denunciano ancora. 

“La delibera di Giunta numero 473 del 29 novembre del 2018, “Programma di Assetto della Ricostruzione dell’Edilizia Scolastica”, prevede la realizzazione di un Polo Scolastico nell’area che attualmente è occupata dal fatiscente e degradato Teatro Tenda di Paganica, che accorperà le tre scuole locali, ovvero la scuola dell’infanzia, scuola primaria e scuola media. La somma a disposizione per la costruzione del polo è pari a 4.270.000 euro, fondi che furono stanziati, dal Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica (Cipe), con delibera numero 135/2012, per un vecchio progetto scolastico, che ad oggi pare bloccato dall’attuale amministrazione comunale”, si legge ancora nella nota.

“Dal mese di dicembre abbiamo chiesto un incontro con il sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi, senza mai avere una degna risposta. Probabilmente al ‘primo cittadino’ interessa poco della sicurezza e la salubrità degli studenti. L’occasione era propizia per chiedergli di alcuni dettagli, per esempio: non è ancora stato deciso, deliberato e né tantomeno reperiti i fondi circa un eventuale abbattimento e/o la riparazione dell’attuale Teatro Tenda di Paganica per l’insediamento del polo; manca la copertura finanziaria necessaria ad implementare i fondi già stanziati dal Cipe per permettere la costruzione della scuola unificata di Paganica; da informazioni pubbliche, non esiste alcun documento preliminare alla progettazione riguardante la realizzazione della nuova struttura scolastica; fermo restando che non c’è sufficienza copertura economica, i tempi per l’effettuazione di un’opera pubblica in Italia, come è noto, sono incerti e biblici e i nostri ragazzi non possono stare altri dieci in quella struttura che, ribadiamo, sono Containers”, si legge ancora nella nota.

I rappresentanti, infine, ricordano che “negli ultimi anni il plesso, anche a causa delle problematiche legate alla struttura, ha visto un calo degli iscritti. Di questo passo non avremo più studenti né tantomeno la scuola. Il problema non riguarda solo i genitori che hanno i ragazzi a scuola, ma di tutta la popolazione locale”, concludono. (a.c.p.)