L’AQUILA – Caos alla scuola media ‘Carducci – Alighieri’ dell’Aquila.

Il sindaco del capoluogo abruzzese Massimo Cialente ha inviato al Ministro dell’Istruzione Maria Chiara Carrozza, ai capidipartimento del Dicastero, al direttore dell’Ufficio scolastico regionale e, per conoscenza, al dirigente scolastico, nella quale scrive che “La scuola media Carducci dell’Aquila, una delle scuole storiche della città, localizzata, prima del sisma, nel centro storico, è tuttora ospitata all’interno di un Musp, realizzato con l’indicazione precisa, ai fini dell’agibilità e della sicurezza, soprattutto antincendio, di ospitare classi di massimo 24 alunni. La richiesta di iscrizioni ha portato, invece, alla creazione di classi con un numero di alunni superiore, da 25 a 29 alunni, cosa per me inaccettabile, poiché la città dell’Aquila, dopo ciò che ha subito, del rispetto della prevenzione e sicurezza fa ormai dogma”.

Il sindaco chiede inoltre “certo di incontrare la vostra condivisione, l’istituzione di una ulteriore classe che permetterà di rispettare le scelte delle famiglie che sono già proiettate a un progetto di vita che le vedrà tornare nel centro storico.

La lettera cade come un fulmine a ciel sereno proprio nel giorno in cui alcuni genitori di alunni e alunne della seconda media della “Carducci”, accorpata da poco alla “Alighieri”, causa cambio improvviso del professore di italiano (quindi grammatica, antologia, storia e geografia) dovuto ai nuovi ‘incastri’ della struttura scolastica del dirigente Giuliano Tomassi.

“Lo scorso anno abbiamo scelto di iscrivere i nostri figli alla ‘Carducci’ proprio grazie alle garanzie offerte dal professore – lamentano i genitori ad AbruzzoWeb – ma a pochi giorni dal ritorno sui banchi arriva una comunicazione illogica e soprattutto decisiva, senza via d’uscita. Cambiare in corsa un insegnante con cui gli alunni hanno stabilito un rapporto umano e individuato ognuno un proprio percorso di studio, se non ci sono motivazioni di sostanza, è qualcosa di assurdo. Con l’unione delle due scuole si è creata una situazione svantaggiosa per noi e soprattutto per chi sta crescendo”.

“Speriamo – dicono – che il nuovo insegnante sia all’altezza del compito. Certo che cambiare così all’improvviso una figura decisiva nell’educazione scolastica fa riflettere parecchio”.

“Lo scorso anno abbiamo scelto di iscrivere i nostri figli alla ‘Carducci’ proprio grazie alle garanzie offerte dal professore – lamentano i genitori ad AbruzzoWeb – ma a pochi giorni dal ritorno sui banchi arriva una comunicazione illogica e soprattutto decisiva, senza via d’uscita. Cambiare in corsa un insegnante con cui gli alunni hanno stabilito un rapporto umano e individuato ognuno un proprio percorso di studio, se non ci sono motivazioni di sostanza, è qualcosa di assurdo. Con l’unione delle due scuole si è creata una situazione svantaggiosa per noi e soprattutto per chi sta crescendo”.

“Speriamo – concludono – che il nuovo insegnante sia all’altezza del compito”.

IL TESTO DELLA LETTERA DEL SINDACO CIALENTE

La scuola media Carducci dell’Aquila, una delle scuole storiche della città, localizzata, prima del sisma, nel centro storico, è tuttora ospitata all’interno di un Musp, realizzato con l’indicazione precisa, ai fini dell’agibilità e della sicurezza, soprattutto antincendio, di ospitare classi di massimo 24 alunni. La richiesta di iscrizioni ha portato, invece, alla creazione di classi con un numero di alunni superiore, da 25 a 29 alunni, cosa per me inaccettabile, poiché la città dell’Aquila, dopo ciò che ha subito, del rispetto della prevenzione e sicurezza fa ormai dogma.

Ho parlato con il nuovo dirigente scolastico, insediatosi solo il 1 settembre, che mi ha proposto di spostare i ragazzi presso un altro istituto, ugualmente valido come qualità di insegnamento. Ritengo, tuttavia, questa proposta inaccettabile.

Mi spiego. Il problema principale con cui ci stiamo confrontando è quello di cercare di assicurare una “sensazione” di normalità e vivibilità in una città tuttora sospesa nel tempo e negli spazi. Il fatto che i cittadini, già residenti nel centro storico ancora fantasma, decidano di iscrivere i propri figli nella scuola che era di riferimento territoriale è un segnale che non intendo assolutamente annullare. Se l’allora Commissario Gianni Chiodi, che agiva in nome e per conto del Governo, non avesse distratto i fondi per la ricostruzione delle scuole, destinandoli tutti al resto d’Abruzzo anziché alla città dell’Aquila, oggi la scuola avrebbe un cantiere in fase avanzata di realizzazione. Al contrario, per il quinto anno, i ragazzi studiano in un Musp e probabilmente dovranno farlo ancora per anni.

Poiché, quindi la situazione non è certamente ascrivibile a responsabilità locali, ma a errori commessi dal Commissario di Governo, per il quale ricordo addirittura un’inchiesta giornalistica di Report che ha portato a indagini della magistratura, tuttora in corso, credo che il problema vada affrontato e risolto dal Governo.