L’AQUILA – La sede aquilana del Centro Sperimentale di Cinematografia chiuderà il 31 dicembre, salvo ripensamenti dell’ultim’ora.
È stato questo l’annuncio perentorio e inevitabile del direttore della Scuola nazionale di cinema, Marcello Foti, che oggi ha voluto incontrare i suoi allievi del corso aquilano di Reportage per informarli della grave e amara notizia e i cronisti.
“Voglio sperare – ha dichiarato – che entro 17 giorni ci sia da parte della Regione Abruzzo un concreto ravvedimento e che il contributo previsto per sostenere la Scuola, 600 mila euro per le due annualità 2011-2012, possa venire finalmente erogato”.
Dopo mesi e mesi di attese e speranze, trattative, appelli, lettere, nessuna risposta da parte dell’istituzione regionale, se non pallidi e ammiccanti sms, senza seguito alcuno.
All’incontro avrebbero dovuto essere presenti tutte le istituzioni locali, ma oggi a rispondere all’appello del direttore del Csc c’era solo l’assessore alla cultura del Comune dell’Aquila Stefania Pezzopane, una delle promotrici dell’apertura di un corso di cinema del Centro Sperimentale nel capoluogo abruzzese.
“L’unico modo per evitare il rischio della chiusura del Centro sperimentale – ha commentato l’assessore – è ricorrere a una variazione di bilancio. Non voglio pensare alle gravi conseguenze che potrebbe portare al nostro territorio la chiusura della sede aquilana”.
Alla conferenza stampa erano presenti, insieme ai 12 studenti del corso di Reportage, anche tre degli ex dipendenti dell’Accademia dell’Immagine, reduci di un’importante istituzione cittadina, finita miseramente nell’oblio.
Per questi qualificati professionisti il destino lavorativo è piuttosto incerto e la chiusura della sede aquilana potrebbe ricadere anche sulle loro spalle. Altra sorte sarà forse riservata agli allievi del corso di Reportage che, dopo una durissima selezione per accedere alla Scuola, potrebbero sperare in un trasferimento a Roma, nella sede centrale del Centro sperimentale.
Ma a scontare più di tutti i peggiori ‘effetti collaterali’ di una decisione inevitabile sarà la città dell’Aquila, che con proverbiale e storica miopia, rischierà di farsi sfuggire un’altra grande occasione.
“Siamo l’unica scuola al mondo di cinema – ha precisato Foti – e con noi il futuro lavorativo dei nostri allievi è stato sempre garantito. La Scuola nazionale di cinema è l’unica istituzione statale che chiude il suo bilancio in attivo. Ho voluto fortemente questa Scuola all’Aquila perché ho creduto e credo nella sua formula di investimento strategico per questo territorio”.
Ma ora, ha spiegato, “diventa impossibile proseguire: sono costretto a prendere questa decisione, ma voglio credere ancora che da parte degli apparati governativi ci sia un ultimo segnale di speranza. C’è da parte delle nostre istituzioni – ha concluso Foti – un’incapacità ad attingere alle risorse comunitarie”.
“Se non si riescono a trovare 300 mila euro l’anno per una Scuola come la nostra, allora devo pensare che non c’è volontà alcuna di proseguire”, l’amaro finale.
LA NOTA DEL CENTRO SPERIMENTALE DI CINEMA
Ad oltre un anno dall’apertura a L’Aquila della sede Abruzzo del Centro Sperimentale di Cinematografia – Scuola Nazionale di cinema, il bilancio delle attività è senz’altro positivo. Inizialmente è stato consentito agli allievi dell’Accademia dell’Immagine di completare il corso di studi ottenendo il diploma regionale ed è stato poi avviato il corso triennale ordinario di “Reportage storico – d’attualità”.
Il Centro Sperimentale di Cinematografia costituisce una importante realtà e risorsa culturale presente sul territorio abruzzese. A fronte di questi aspetti positivi va posta, invece, in rilievo la grave criticità della gestione finanziaria della sede, in relazione al mancato rispetto degli accordi contrattuali assunti dalla Regione Abruzzo e dalla Provincia dell’Aquila che, insieme al Comune dell’Aquila e al Ministero per i beni e le attività culturali, si sono fatti carico di sostenere finanziariamente la sede distaccata.
Infatti, dalla data di apertura della sede ad oggi, Regione e Provincia non hanno versato alcun contributo rispetto al dovuto (600.000 euro per la Regione e 50.000 per la Provincia), mentre Mibac e Comune dell’Aquila hanno provveduto per quanto di loro competenza. Tale situazione – anche alla luce della norma contenuta nello statuto del Centro Sperimentale di Cinematografia che non consente di destinare risorse finanziarie statali al funzionamento delle sedi regionali – comporterà, in assenza di tempestiva erogazione del contributo da parte delle citate Istituzioni, la sospensione delle attività e la conseguente chiusura della sede a decorrere dal prossimo 31 dicembre 2012.
La decisione assunta dagli organi del Centro Sperimentale di Cinematografia è certamente sofferta, non solo per l’evidente danno di immagine che essa comporta, ma soprattutto perché vanifica l’importante lavoro sin qui svolto e l’impegno profuso da parte dei docenti e degli allievi che hanno affrontato il primo anno di attività con grande entusiasmo e partecipazione.
L’auspicio è che la Regione Abruzzo e la Provincia dell’Aquila provvedano tempestivamente ad adempiere agli obblighi assunti, ponendo rimedio ad una situazione di grave disagio anche per la città dell’Aquila nel momento in cui avanza la propria candidatura come capitale europea della cultura nel 2019.






