L’AQUILA – Sbarcano all’Aquila i ritmi neri delle danze africane ed è già boom di presenze per il corso tenuto dagli insegnanti Antonella Gentile e Abdou Khadre Diop che lunedì scorso hanno tenuto la prima lezione di prova nella palestra comunale di Poggio Picenze (L’Aquila).

Movimenti lenti, poi sempre più incalzanti scanditi e guidati dalla musica dal vivo del djembe e del sabar, antichi tamburi tipici di Senegal e Guinea. 
 
Danze che parlano e che partono da dentro, come spiega ad AbruzzoWeb la stessa Gentile, che insegna questi balli da oltre 13 anni: ‘Saper ballare è come saper parlare. Gli appelli ritmici sono un vero e proprio linguaggio, esattamente come le parole che si usano per esprimersi”.
 
”La musica scandisce ogni momento di vita delle popolazioni nere – prosegue – dal battesimo al matrimonio, dal raccolto alla morte. Esistono moltissimi ritmi che cambiano a seconda delle etnie”. 
 
Nel corso vengono insegnati passi di danza djembe e sabar dell’Africa centro occidentale, accompagnati dalla musica di percussionisti africani che suonano dal vivo.
 
”Ballare sulla base di un cd non sarebbe la stessa cosa, non si coglierebbero i ritmi giusti, qui invece, ‘l’orecchio è tutto”, afferma l’insegnante.
 
Tra le danze più antiche e tipiche ci sono il douboumba, ballo tipicamente maschile dalla grande energia, praticato dagli uomini africani dei villaggi per mostrare la loro forza, e il lamba, danza tutta in rosa.
 
”Il doudoumba è molto energico, duro e forte e si contrappone nei contenuti a alla danza femminile, ballata dalle donne per mostrare la loro sensualità e bellezza”, prosegue. 
 
Un amore per i ritmi afro, nato nel 2002, quando la Gentile, per seguire la sua passione è partita alla volta del Senegal per apprenderne i rudimenti originari. Ci è tornata, poi, altre ciqnue volte, calamitata da quei ritmi e da quella forza. 
 
”Sono tornata in Italia con il mal d’Africa e con il mal di danza africana e da allora non ho mai smesso – dice la Gentile – Ci sono tornata ancora e, nel frattempo, ho seguito dei corsi a Parigi, dove questa è una tradizione molto in voga”. 
 
I corsi di ballo, oltre che nel capoluogo abruzzese, si tengono anche a Pescara, Roseto e a Chieti, con le musiche dal vivo del percussionista Adama Mbaye. 
 
Laboratori anche per i più piccoli, che prima iniziare a ballare, vengono indirizzati all’ascolto e all’apprendimento dei linguaggi musicali. 
 
”Non è solo un’attività fisica, ma lavora su aspetti profondi, come la presenza corporea, il ritmo e l’ascolto – conclude – Ascoltare è insomma fondamentale per poter ballare bene, esattamente come nel dialogo tra le persone”.