L’AQUILA – Opere d’arte aquilane a rischio scippo per l’assenza di una struttura museale idonea: la polemica si trasferisce sul web.

L’articolo di AbruzzoWeb che riprendeva il dissenso di alcuni operatori culturali, emerso nel corso della presentazione del restauro di una tela del XVI secolo. Alla notizia, data dalla soprintendente ai Beni storici artistici ed etnoantropologici, Lucia Arbace, che il quadro sarebbe andato in “trasferta” al castello Piccolomini di Celano (L’Aquila) c’è stata la sollevazione: “la storia ci insegna che le opere, una volta ‘uscite’, difficilmente rientrano”.

La Arbace si è difesa sostenendo che “è meglio che il patrimonio culturale aquilano sia visibile piuttosto che stia a prendere polvere in un magazzino”.

A rinfocolare la polemica i commenti su Facebook di una personalità molto nota in città: la ex direttrice regionale dei Beni culturali Anna Maria Reggiani.

“La Arbace non ha un progetto culturale – è stata la dura presa di posizione – Le sue sono parole in libertà, non capisco perché nessuno glielo dica”.

“Le mostre non si improvvisano – ha rincarato la dose la Reggiani – la Arbace le giustifica con frasi puerili e banali. Questa è la sua forza: la banalità, e nessuno pensa a contraddirla. Invece la sua ignoranza di quello che la circonda è pericolosa”.

Fendenti all’indirizzo dell’Arbace anche da parte di Andreina Pellegrini, ex componente della struttura del vice commissario per i Beni culturali: “Da quando si è insediata, pur cercando, non si trovano eventi che abbiano fatto respirare arte e cultura nella nostra città. Assistiamo all’organizzazione di mostre che pare servano ad arricchire il suo curriculum personale, senza portare nulla all’Aquila”.

“Di queste sue esposizioni non se ne conoscono gli esiti, il numero di biglietti staccati, le opinioni degli addetti, nulla di nulla – insiste la Pellegrini – Se qualcosa di utile vuol fare si adoperasse presso il suo ministero per l’individuazione di uno spazio museale alternativo. Promuova iniziative all’Aquila e la finisca con il tour delle nostre Madonne ormai stanche dei tanti viaggi a cui le sottopone”.

E infine un appello al sindaco, Massimo Cialente: “prenda una posizione forte in merito”.