L’AQUILA – Documenti mancanti, posizioni contrapposte e scontri tra rappresentanti istituzionali.
Con questo bilancio a dir poco fallimentare si è chiuso il primo incontro convocato all’Aquila tra le parti coinvolte nel caso dello “scambio” tra le caserme cittadine che ospitano, la Campomizzi, o dovranno ospitare, la Rossi, strutture per studenti universitari e non.
Sette ministeri e tutti gli enti locali hanno firmato nei mesi scorsi un “documento d’intesa” per creare un campus nell’area attualmente occupata dalla Rossi, che non interessa più al ministero della Difesa. Molto più interessato, l’Esercito, lo è invece alla Campomizzi, che dopo il sisma è stata riqualificata con 13,5 milioni di euro spesi dalla Protezione civile e ospita oltre 400 studenti.
Sul possibile “scambio” si sono scatenate le polemiche, soprattutto quando ci si è resi conto, come evidenziato da questo giornale, che l’accordo era una “scatola vuota” con pochi contenuti e tutta da arricchire nel futuro. Di qui il vertice che, però, dovrà essere necessariamente riconvocato.
Dopo qualche ora, infatti, la riunione si è aggiornata senza una nuova data precisa, nell’attesa che il Comune capoluogo stili un piano dettagliato sull’operazione.
Da quanto si è appreso, a infervorarsi in particolare nei confronti dell’amministrazione è stato il prefetto, Francesco Alecci, che ha incalzato l’assessore alla Ricostruzione Pietro Di Stefano.
“Dove si trova il piano sugli edifici pubblici? Stilatelo d’intesa con gli altri enti, quando siete pronti ce lo dite e riconvochiamo il tavolo”, è sbottato Alecci, perdendo il suo tradizionale aplomb.
Per il resto, ognuno dei convenuti ha manifestato una posizione diversa sul tema: l’Esercito lascerà la Rossi, come spesso annunciato dal sindaco, Massimo Cialente, ma vuole tutta la Campomizzi, compresa la parte dove ora sono gli studenti, e per giunta chiede 48 milioni di euro per la riqualificazione.
L’Azienda per il diritto agli studi universitari (Adsu), che gestisce la struttura dal 2009, non molla, forte di un accordo valido fino al 2015 per restare all’interno, e chiede certezze alle istituzioni visto che da quest’anno si riprenderanno a pagare le tasse universitarie e gli studenti vogliono risposte e servizi dalla Adsu stessa.
Oltre ad Alecci e Di Stefano, al vertice erano presenti il direttore del dipartimento per lo Sviluppo delle economie territoriali della presidenza del Consiglio, Aldo Mancurti, il presidente della Provincia dell’Aquila, Antonio Del Corvo, l’assessore provinciale alla Ricostruzione Guido Liris, rappresentanti dell’Esercito, del Coni, dell’Inail, del Demanio e delle associazioni studentesche.
Assente, invece, qualsiasi rappresentante della Regione Abruzzo.



