L’AQUILA – Nel giorno di San Bernardino vengono restituite alla città le “nicchiette” che si trovano ai lati della scalinata davanti alla Basilica, realizzate a cavallo del sisma del 1703 da sei nobili famiglie aquilane e da sempre luogo di socialità per generazioni di aquilani, che per decenni si sono fermati lì per parlare, per baciarsi e, purtroppo, anche per scriverci sopra. 

Il restauro è stato promosso con forza da un gruppo di aquilane capeggiate da Gabriella Santoro, finanziato dall’Ance ed eseguito dalla ditta Di Nardo.

Il sindaco, Massimo Cialente, ha parlato di “pezzo simbolico della nostra vita” recuperato lungo il difficile cammino della ricostruzione e ha invitato gli stessi teen ager a sorvegliare contro i vandalismi, “questo monumento lo affidiamo a loro”.

“Quando abbiamo visto la scalinata piena di persone che la ripulivano – ha spiegato la Santoro, rievocando le domeniche del popolo delle carriole – ci è venuta l’idea e abbiamo contattato l’Ance. I costruttori sono stati generosissimi nel fare rapidamente questo restauro. È la migliore dimostrazione che gli aquilani possono fare tanto per L’Aquila”.

Una sfida, quella del restauro, che il presidente provinciale, Gianni Frattale, ha definito “non certo impegnativa, ma dal significato particolare. Siamo stati immediatamente sensibili – ha commentato – a restituire alla città questo piccolo angolo di centro. La procedura è stata eseguita come una gara d’appalto, con professionalità e cura, ringrazio la ditta Di Nardo, ha dimostrato che le imprese all’Aquila ci sono eccome”.

L’architetto Antonio Di Stefano si è occupato della progettazione. “Il terremoto – ha spiegato – ha fatto grossi danni, soprattutto alle prime due nicchie, una delle quali, non so perché, non era stata neanche puntellata. C’era stato uno spostamento di 22 centimetri sul lato destro e di 17 su quello sinistro, la struttura è stata imbracata e raddrizzata senza smontaggio con spostamenti millimetrici”.

Francesco Manni, direttore dell’Ance, ha invece rivolto due appelli. “Chiediamo ai ragazzi e ai writer di non imbrattare di nuovo le nicchie – ha chiesto – per rispetto sia a un bene della città, sia al duro e certosino lavoro di chi le ha ripulite. Inoltre chiediamo al sindaco di trovare un luogo per i writer dove possano esprimere la loro arte. Siamo disposti anche a premiare i migliori lavori”.

Soddisfatto per il recupero il padre provinciale dei frati minori, Carlo Serri. “Sono felicissimo – ha spiegato – che si inaugurino le nicchie nel giorno della festa di San Bernardino, che, sono sicuro, darà la sua benedizione a tutti quelli che si sono impegnati per i lavori”.

Tanti ricordi giovanili sono legati a queste nicchiette, io ero un po’ più giovane del sindaco ma studiavo allo Scientifico e ci passavo spesso”, ha concluso, ammiccando verso il primo cittadino.

E Massimo Cialente per una volta è apparso visibilmente sereno. “Stiamo recuperando lentamente pezzi simbolici della nostra vita – ha affermato – dalle 99 Cannelle in avanti. Per le nicchiette ho cercato da subito uno sponsor, perché ricordavo che questo era il posto dei teen ager, la loro zona. E i ragazzi, in questo momento, hanno bisogno di tornare in centro”.

Poi un annuncio da non sottovalutare. “Questo monumento – ha concluso Cialente – lo affidiamo ai giovani, speriamo facciano loro stessi azione di sorveglianza per evitare quanto successo alla Rivera, dove due idioti, non trovo altre parole, hanno scritto sopra il monumento appena restaurato”.

Alla cerimonia hanno preso parte anche il presidente onorario dell’Accademia della Crusca, Francesco Sabatini, e il presidente della Deputazione abruzzese di storia patria, Walter Capezzali. (alb.or.)

CELEBRATA LA SOLENNITA’ DI SAN BERNARDINO DA SIENA

Celebrata oggi la solennità di San Bernardino da Siena, copatrono dell’arcidiocesi aquilana, con una serie di iniziative culturali e religiose.

In primis la conferenza tenuta da padre Nicola Riccardi, professore di etica sociale alla Pontificia Università Antonianum, dal titolo “Bernardino e l’etica economica del suo tempo”.

C’è poi stata davanti alla Basilica di San Bernardino, una solenne celebrazione eucaristica presieduta da monsignor Giuseppe Molinari, arcivescovo metropolita del capoluogo, e concelebrata da monsignor Giovanni D’Ercole, vescovo ausiliare.

A Piazza d’armi, in serata, infine, nella nuova chiesa di San Bernardino in Piazza d’armi, la messa solenne con animazione liturgica dei cori di Roio e di Barete.

La celebrazione è stata preceduta dalla processione con il trigramma del Santissimo Nome di Gesù e la “Bastoncella” di San Bernardino, portata dall’omonima Confraternita di Scurcola Marsicana (L’Aquila).