L’AQUILA – “Entrare nell’Aquila Rugby? C’è stato un appello del sindaco raccolto dal presidente dell’Ance, Gianni Frattale: se allarghiamo il fronte degli imprenditori che contribuiscono si può fare qualcosa di buono”.
Questo il commento sugli ultimi sviluppi della trattativa per “salvare” il sodalizio aquilano di Luigi Palmerini, imprenditore edile iscritto all’Associazione costruttori e già portavoce della “cordata aquilana” che entrò in trattativa nei mesi scorsi per rilevare il sodalizio neroverde per poi decidere di ritirarsi di fronte al rischio di un’asta dannosa con il gruppo Navarra.
Accantonato un ingresso personale e massiccio nel pacchetto di quote del sodalizio, Palmerini punta tutto sull’operazione lanciata da Frattale, per la quale è previsto giovedì un vertice decisivo.
“Sta succedendo quello di cui si parlava mesi fa – ricorda – quando il presidente Frattale propose che l’associazione ‘adottasse’ la palla ovale. Gli iscritti dell’Ance sono tanti, oltre 300, spero che ci sia adesione massima da parte di tutti, se tutti collaborassero sarebbe meno oneroso per ognuno e più vantaggioso per la società”.
Palmerini, comunque, non vuole sbilanciarsi troppo sugli scenari futuri. “Sarà il presidente a decidere come impostare l’operazione – spiega – però, per fare un esempio, se si parte da offerta minima di 5 mila fino a un massimo di 20-30 mila e se collaborano in tanti, sarà facile raggiungere l’obiettivo”.
Ma tanti contributori non significherà anche tanti che vogliono mettere becco nelle decisioni successive?
“L’Aquila Rugby – ricorda l’imprenditore – non è di nessuno, ma va amministrata come una società al servizio del rugby, come un patrimonio della città. Ci vorrà un consiglio direttivo che la gestisca al meglio, con spese oculate. Non vedo questa difficoltà che tutti i contributori vogliano poi avere voce in capitolo. Si contribuisce per salvare una parte importante della città o per mettersi in mostra? Sono sicuro per la prima”. (alb.or.)
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